La Bitac si conferma centrale per chi opera nel turismo cooperativo

E dall’anno prossimo potrebbe diventare il momento fieristico ufficiale dell’OITS

Oltre trecento tra cooperative turistiche, buyer e visitatori hanno partecipato alla seconda giornata della Borsa Italiana del Turismo Cooperativo (BITAC), manifestazione promossa dal Settore Turismo dell'Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI Culturalia, FederCultura Turismo Sport Confcooperative, Legacoop Turismo), che si è svolta ieri, domenica 11 novembre, alla Fortezza da Basso di Firenze, per conoscere l'offerta turistica promossa dal movimento cooperativo italiano.  
La borsa è iniziata con un'importante conferma: Jean Marc Mignon, presidente dell'Organizzazione Internazionale del Turismo Sociale (OITS), partner della manifestazione, ha annunciato che la Bitac dal prossimo anno potrebbe diventare, ma il condizionale è solo per prudenza organizzativa, il momento fieristico ufficiale dell'organizzazione da lui presieduta. Un ulteriore passo verso l'internazionalizzazione della Borsa del Turismo Cooperativo che già quest'anno ha visto una presenza interessante di buyer e cooperative turistiche straniere.
Intanto c'è soddisfazione per le novità introdotte in questa quinta edizione. "La risposta delle cooperative turistiche è stata buona – ha specificato Lanfranco Massari, presidente del Settore Turismo dell'Alleanza delle Cooperative Italiane – soprattutto in considerazione del complicatissimo momento economico. La possibilità per cooperative e buyer di tenere incontri privati nel pomeriggio, per approfondire i contatti presi nel corso della mattinata, è stata molto apprezzata, così come la presenza di buyer stranieri, numericamente superiori rispetto agli anni passati".
Oltre al momento fieristico, la V edizione della Bitac sarà ricordata anche per la presentazione ufficiale dell'Itinerario culturale della civiltà cooperativa, un tour che toccherà importanti cooperative di mezza Europa al fine di far conoscere questa forma d'impresa impegnata al contempo in ambito economico e sociale. L'obiettivo è che l'Itinerario, nel giro di qualche anno, si vada ad affiancare ad altre note "strade del turismo europeo", come il Commino di Santiago e la Via Francigena. 

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