Nell’estate italiana stranieri a +8% e settembre protagonista
30 Luglio 2026, 11:50
L’estate 2026 consolida il momento positivo del turismo italiano. A sostenere la stagione sono soprattutto la forte domanda internazionale, l’aumento delle prenotazioni e una tendenza ormai strutturale: la destagionalizzazione, grazie all’allargamento delle offerte turistiche sempre più diversificate. Settembre si afferma infatti come il nuovo mese delle vacanze, grazie a un’offerta più competitiva, minore affollamento e condizioni climatiche sempre più favorevoli.
Le elaborazioni del Centro Studi di Federturismo Confindustria evidenziano per i mesi clou di luglio e agosto una crescita delle presenze straniere dell’8,3% confermando il ruolo determinante dei mercati internazionali nello sviluppo del comparto turistico italiano, anche grazie alla situazione geopolitica internazionale.
Le ricerche di voli verso il nostro Paese aumentano del 26% rispetto allo scorso anno, mentre l’offerta di posti sui collegamenti diretti cresce del 14%, con una dinamica superiore a quella dei principali competitor europei. Anche per il periodo di Ferragosto la domanda resta sostenuta: le ricerche online risultano superiori del 17% rispetto all’estate 2025.
Saranno circa 16 milioni gli italiani che partiranno nel mese di agosto, ma cresce in modo significativo anche il numero di chi sceglie di programmare le ferie a settembre, privilegiando periodi meno congestionati, temperature più miti e un miglior rapporto qualità-prezzo. Le prenotazioni aeree per settembre, in aumento dell’8%, confermano che la destagionalizzazione non rappresenta più una scelta occasionale, ma una nuova modalità di fruizione della vacanza.
I connazionali continuano a premiare le località balneari di Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia, mentre sul fronte internazionale si confermano tra le mete più richieste le isole greche e Baleari e il Mar Rosso mostra segnali di recupero. Cresce l’interesse per il Nord Europa, favorito da un clima più fresco, e sul lungo raggio si rafforzano Giappone, Cina e Sud America; in questo scenario anche Spagna e Grecia crescono notevolmente.
Exploit della vacanza in montagna, scelta da quasi 8 milioni di italiani, con il Trentino-Alto Adige che si conferma la destinazione di riferimento per chi cerca temperature più miti, natura e attività all’aria aperta.
Prosegue anche l’espansione del comparto crocieristico: oltre il 10% degli operatori segnala una crescita delle crociere come alternativa al tradizionale pacchetto volo e soggiorno alberghiero.
Sul fronte dell’offerta ricettiva, le località balneari guidano la stagione con un tasso di occupazione previsto dell’82%, che raggiunge l’85% a Ferragosto. Tra le città d’arte spiccano Roma, Napoli e Venezia, che registrano tassi di occupazione superiori all’80%, sostenuti soprattutto dai flussi provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania.
Per Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria, “la destagionalizzazione è l’unico vero obiettivo da perseguire per il Paese: consente di distribuire i flussi, valorizzare destinazioni meno congestionate e generare benefici economici e occupazionali più duraturi. Per consolidare questa crescita servono investimenti nelle infrastrutture, nei collegamenti, nella digitalizzazione e soprattutto nelle competenze, così da rendere il turismo italiano sempre più competitivo sui mercati internazionali”.