sabato, 28 Gennaio 2023

Santanchè contro l’Enit: non funziona, ora cambierà

Il brand per le imprese è tutto. E il turismo “deve puntare sul brand Italia”, la promozione deve essere più coordinata, diretta a livello nazionale con il contributo delle Regioni. Lo ha detto la ministra del Turismo Daniela Santanchè alle commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria, Commercio e Turismo, Agricoltura e Produzione agroalimentare del Senato dove ha illustrato le linee programmatiche del suo ministero.

E dove, parlando appunto delle necessità della promozione con un intervento drastico da fare anche sul sito Italia.it, ha puntato il dito sull’Enit, del quale la ministra ha appena cambiato l’ad chiamando Ivana Jelinic al posto di Roberta Garibaldi.

“L’Enit deve diventare il braccio operativo delle politiche del governo, come accade per tutte le altre agenzie europee – ha detto – non va tutto bene, è da rimettere a posto, rispetto a tutte le altre agenzie non funziona. E quando non funzionano le cose bisogna come prima cosa cambiare i vertici”, ha aggiunto, “soprattutto perché bisogna trovare qualcuno che abbia visione e capacità per farlo diventare quello che serve”.

Quanto al sito e all’app, ha detto ancora Santanchè, “bisogna fare molto ancora. Ad oggi il miglior sito è quello spagnolo. Noi dobbiamo impegnarci a superare la Spagna, anche qua il punto dirimente sono le regioni che devono darci i contenuti per riempire il nostro sito che altrimenti non sarà mai perfomante. Siamo molto aiutati dai fondi del Pnrr che hanno messo a disposizone cifre consistenti per poter lavorare e costruire un sito degno della leadership dell’Italia. L’Enit farà la sua parte”.

Più tardi, interpellata dall’Ansa, la ministra ha buttato acqua sul fuoco: “al di là delle parole, che possono sembrare forti, la mia intenzione era evidenziare che, nonostante il buon lavoro svolto, Enit potrebbe funzionare ancora meglio. E considerato quanto sia strategico il suo ruolo nella definizione delle politiche sul turismo ritengo che, in questi casi, sia importante segnare un cambio di passo partendo dal vertice, senza nulla togliere e ringraziando chi ha preceduto il nuovo ad. Il tempo poi dirà se avrò avuto ragione o meno”.

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