sabato, 19 Settembre 2020

Un ministro al Turismo? per le Regioni è idea anacronistica

Trasmesso a Gnudi il documento in cui esprimono le loro osservazioni al Piano strategico

E' "apprezzabile il metodo adottato, basato su un confronto aperto" e "condivisibile e pienamente auspicabile far riconoscere al 'turismo' l'importanza che gli compete", in quanto seconda industria del paese dopo il commercio visto che rappresenta l'8,6% del PIL nazionale e il 10% dell'occupazione. E' quanto hanno scritto le Regioni nel documento 'Turismo Italia 2020' che il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani ha trasmesso al ministro per il Turismo Piero Gnudi. Documento in cui esprimono i loro commenti e le loro osservazioni sul Piano strategico del turismo ma soprattutto dove ricalcano la loro volontà di non riportare il turismo ad essere materia 'concorrente' con lo Stato.
La Conferenza delle Regioni evidenzia come vadano "definitivamente accantonate – in via pregiudiziale – le dispute in merito alle attribuzioni costituzionali con riferimento alla cosiddetta competenza esclusiva". La Conferenza infatti "ritiene non utile, anche in termini di miglioramento dell'efficacia della governance del turismo, pensare ad una revisione del Titolo V della Costituzione che renda il turismo materia a legislazione concorrente tra Stato e Regioni, soprattutto in presenza di validi strumenti di concertazione Stato-Regioni cui far ricorso fin da subito". Le Regioni in questa fase ritengono "fuorviante condurre una discussione sulle competenze tra Governo centrale e sistema regionale", così come "desta forti dubbi" il fatto che nel Piano Strategico si faccia richiesta di un ministero con portafoglio. "L'idea di riportare in capo ad un ministero la regolamentazione e l'incentivazione del settore – scrivono – è da ritenersi anacronistica e inopportuna".
Soprattutto la Conferenza delle Regioni ritiene "necessario e pregiudiziale" conoscere se e quali risorse il Governo intenda investire per realizzare le azioni in previste nel Piano strategico per il turismo, "la cui assenza vanificherebbe i lavori preparatori condotti fino ad ora". 
"Rispetto al tema dell'incentivazione delle imprese – sottolinea il documento della Conferenza delle Regioni – è quanto mai opportuna la valutazione di forme alternative al finanziamento diretto delle imprese stesse, soprattutto per gli aiuti agli investimenti ribadendo la necessità di creare un Fondo destinato alle piccole e medie imprese turistiche da scorporare dall'ambito del fondo per le PMI delle Attività Produttive". A questo proposito, secondo i governatori, occorrerebbe rivedere le politiche relative alla tassa di soggiorno.
Quanto all'agenda "Turismo italiano 2020", il documento, secondo le Regioni, "contiene spunti molto interessanti", ma tre, a parere dei governatori, sono i temi su cui occorre maggiore chiarezza: innanzitutto è necessario affrontare il tema della nuova programmazione comunitaria dei Fondi strutturali 2014-2020; in secondo luogo, "è necessario approfondire il tema di EXPO 2015" mentre il terzo tema è "l'organizzazione dell'Osservatorio Nazionale del Turismo in relazione all'operatività degli Osservatori turistici regionali".

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