sabato, 31 Ottobre 2020

Londra, il tetto dei 90 giorni agli affitti influirà sulle casse di Airbnb

Airbnb risentirà fortemente del limite di 90 giorni all’anno imposto ai privati che vogliono affittare la propria intera casa a Londra, il suo secondo maggiore mercato mondiale. Secondo un’indagine pubblicata dal Financial Times il tetto di 90 giorni esisteva anche in precedenza, ma nel 2017 Airbnb si è impegnata per la prima volta a farlo rispettare. L’inchiesta del quotidiano finanziario stima che costerà alla compagnia circa 400 milioni di dollari, riducendo da 1 miliardo e 240 milioni a 810 milioni di dollari i ricavi londinesi della società per quest’anno (nel 2016 erano stati di 600 milioni).

Airbnb offre 2 milioni di alloggi in 34 mila città in 191 paesi del mondo, rappresentando un formidabile concorrente per alberghi, b&b e affitti a lungo termine, permettendo al pubblico di spendere meno e ai proprietari di case di ricavare un notevole reddito su cui prima non potevano contare. La società trattiene per sé il 13% del prezzo dell’alloggio. Ma l’articolo del quotidiano della City afferma che un terzo dei risparmi consentiti da Airbnb viene da benefici fiscali di cui godono i privati che affittano una camera o tutta la propria abitazione rispetto alle tasse che devono pagare gli hotel e gli affittuari a lungo termine.

Il risparmio dei consumatori però diventa un danno per le casse dello Stato e per i concorrenti. Da qui la necessità di una maggiore attenzione al settore.

Adesso a Londra, con l’imposizione del limite, Airbnb registrerà un terzo in meno di prenotazioni rispetto alle previsioni. Berlino, Barcellona e New York sono fra le altre metropoli che hanno imposto regole più rigide per bloccare o delimitare l’espansione di questo ‘albergo online’ a buon mercato.

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