venerdì, 18 Settembre 2020

Covid spegne locali, subito test a chi torna dalla Sardegna

La seconda ondata del Coronavirus spinta dall’assalto agostano dei turisti si abbatte sulla Sardegna, spegnendo una dopo l’altra le luccicanti insegne del divertimento in Costa Smeralda e costringendo all’isolamento o alle cure ospedaliere anche personaggi di primo piano del jet set internazionale, come il proprietario del Billionaire, Flavio Briatore, ricoverato a Milano.

Dopo il noto locale di Porto Cervo, da anni la meta estiva più ambita per i vip di mezzo mondo, chiuso il 17 agosto, l’emergenza Covid 19 ha spento decibel e riflettori di decine fra i dance club della Costa Smeralda, ultimo in ordine di tempo il Sottovento, locale storico di Porto Cervo, il cui gestore è ricoverato da ieri nel reparto Malattie infettive a Sassari, dopo essere risultato positivo.

Al Billionaire l’Ats ha riscontrato 58 casi positivi al coronavirus, su 90 tamponi effettuati, quasi tutti fra lo staff in servizio nel locale. Anche a San Teodoro, località balneare a sud di Olbia, ci sono 5 casi positivi al covid fra i dipendenti di un locale pubblico e tamponi sono stati eseguiti a tappeto su tutto il personale che lavora nei locali notturni e di intrattenimento. E chi rientra nella penisola dopo le vacanze in Sardegna non nasconde la preoccupazione per un eventuale contagio.

“Siamo stati benissimo in Sardegna, ora farò il sierologico in laboratorio ed eventualmente il tampone, sto benissimo ma voglio la tranquillità della mia famiglia”, racconta un giovane napoletano appena sbarcato dalla Tirrenia al porto di Napoli.

“Mi aspettavo – spiega una ragazza di 25 anni – maggiori controlli, pensavo avessero fatto in test rapido all’imbarco, invece niente, tutti salgono sulle navi. Speriamo bene, ora farò i miei controlli”. Qualche preoccupazione c’è, ma in generale l’atmosfera è rilassata: “In vacanza – spiega una donna che sbarca con sua figlia piccola – non abbiamo avuto la preoccupazione del covid, ci siamo godute il mare della Sardegna. Ora farò il tampone, ma ci sentiamo bene”.

E l’allarme Covid si va estendendo anche alle strutture ricettive: a Cannigione, nel territorio di Arzachena, al camping Isuledda ci sono quasi 2 mila persone con il fiato sospeso. Dopo 4 casi accertati fra gli ospiti, l’Ats ha eseguito i tamponi su circa 150 dipendenti della struttura. Se i risultati saranno preoccupanti i controlli molecolari saranno estesi anche ai vacanzieri alloggiati in tende, camper e bungalow.

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