In Sicilia chiudono gli aeroporti di Comiso e Trapani

In seguito al decreto firmato dalla ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli per razionalizzare il servizio di trasporto aereo in considerazione della ridotta mobilità sul territorio nazionale e per contenere l’emergenza sanitaria da coronavirus in Sicilia restano aperti solo gli aeroporti di Palermo e Catania oltre a quelli delle isole minori di Lampedusa e Pantelleria.

A Comiso l’ultimo volo per Milano Malpensa effettuato da Ryanair è in programma stasera e poi il ‘Pio La Torre’ si fermerà. Lo scalo ragusano rientra tra i 25 aeroporti dei 42 italiani chiusi “in ragione della situazione emergenziale”.

“Tenendo conto della situazione generale – spiega l’amministratore delegato della Soaco, società di gestione dello scalo, Rosario Dibennardo – il nostro auspicio è di tornare operativi con il volo per Torino tuttora confermato dalla Blue Air per il 6 aprile, mentre dall’8 aprile torneranno operative anche le rotte Ryanair da e per Milano Malpensa, Pisa, Bruxelles e Francoforte, insieme alle nuove rotte per Roma e Londra il cui avvio era originariamente previsto per il 29 marzo”. La Soaco guarda al futuro, grazie al Bando di gara per l’esercizio di servizi aerei di linea in conformità degli oneri di servizio pubblico finalmente pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 12 marzo 2020. E’ il bando per garantire la continuità territoriale tra l’aeroporto di Comiso e gli scali di Roma (Fiumicino) e Milano (Linate, Malpensa o Bergamo Orio al Serio). I vettori avranno due mesi di tempo per rispondere al bando e garantire queste rotte per due anni a partire dal 1 agosto 2020 a tariffe calmierate per i residenti in Sicilia (al massimo 38 euro per tratta per i voli su Fiumicino e 50 euro su uno dei tre scali milanesi, escluso Iva e tasse aeroportuali).

E stasera chiuderà anche l’aeroporto di Trapani. Lo annuncia in una nota su Facebook, il presidente di Airgest Salvatore Ombra: “Vorrei che fosse oggi in un attimo già domani. Mi sembra tutto solo un grande incubo. Una nuvola grigia che gradatamente si sta impadronendo di noi.
Dei nostri progetti, delle nostre idee, dei nostri sogni. Di ieri il decreto del ministro De Micheli che ha stabilito la chiusura del 50% degli scali italiani. Ed il nostro è tra questi. Era nell’aria. In quell’aria pesante che si respira, tra occhi smarriti, strade deserte, saracinesche chiuse. Era in quel silenzio assordante che giorno dopo giorno in meno di una settimana ci ha travolto e stravolto le nostre abitudini e le nostre priorità.  Il Coronavirus è forte, ma noi saremo ancora più forti. Io non mi fermo! Noi non ci fermiamo! Il lavoro fatto non è perduto, è solo in attesa di quel domani che ci vedrà più forti, uniti e reattivi di prima. Non ci lasceremo abbattere o travolgere dagli eventi, dobbiamo solo rimodulare il nostro planning di crescita per farci trovare pronti a raccogliere le nuove sfide che si presenteranno, e soprattutto crederci esattamente come abbiamo fatto otto mesi fa. Già da oggi è prevista, di concerto con altri scali anche interessati dal decreto, una conference call con Assoaeroporti che ci vedrà parte diligente nel sollecitare sin da subito provvedimenti a sostegno delle piccole realtà. Ma non solo. I progetti in corso per il momento non potranno volare, ma continueranno a camminare. Proseguiremo con l’iter per il meo test, e non smetteremo nel lavoro prodromico a ricreare le condizioni per diventare scalo di riferimento non solo per Ryanair ma anche per altre low cost europee con cui abbiamo già avviato trattative concrete”.

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