giovedì, 13 Maggio 2021

Acqua Marcia, a rischio 650 dipendenti degli hotel siciliani?

Si teme per un eventuale sequestro dei beni del gruppo che fa capo a Caltagirone

Serpeggia preoccupazione tra i dipendenti degli hotel siciliani del gruppo Acqua Marcia. Il patron Francesco Bellavista Caltagirone è in carcere a Imperia per truffa ai danni dello Stato e ora si teme per l'eventuale sequestro dei beni da parte del tribunale imperiese. La procura di Imperia, nell'udienza dello scorso 27 luglio, ha infatti chiesto il sequestro dei beni del gruppo. E tra questi ci sono anche gli alberghi siciliani Villa Igiea e Des Palmes di Palermo, San Domenico a Taormina, Des Etrangers a Siracusa e i due Excelsior di Catania e Palermo. Intanto, però, i giudici non hanno ancora sciolto riserva sulla decisone.
"L'eventuale sequestro da parte del tribunale d'Imperia degli alberghi del gruppo Acqua Marcia – afferma in una nota il segretario della Uiltucs Sicilia, Pietro La Torre – metterebbe a rischio il posto di 650 dipendenti impiegati nelle strutture di extralusso dell'Isola".
Secondo i sindacati, "non si capisce perché un'inchiesta nata a Imperia e inerente un'iniziativa imprenditoriale portuale debba avere cosi gravi ripercussioni sul nostro settore''. "Le perplessità dei sindacati sono le stesse dell'azienda, in quanto le prossime decisioni giudiziarie e in particolare quelle sulla richiesta di sequestro, seppur non definitive, potrebbero determinare conseguenze irrimediabili".   
Dal gruppo Acqua Pia Antica Marcia si sottolinea che il nuovo Cda "sta cercando le soluzioni più idonee per la salvaguardia del patrimonio, nell'interesse di tutti i soggetti coinvolti, quali i dipendenti, i creditori e i lavoratori dell'indotto".

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