domenica, 1 Agosto 2021

Albergatori a confronto su Olta, parity rate e campagna ‘Fatti furbo’

Un invito ai turisti da parte degli albergatori per ottenere migliori condizioni di soggiorno: una campagna forte che Federalberghi sta sostenendo dopo l’entrata in vigore delle nuove regole a seguito della sentenza dell’Antitrust nei confronti delle multinazionali dell’intermediazione.

Di questo e delle nuove opportunità che si stanno presentando per il ricettivo alberghiero si parlerà a Palermo lunedì 6 luglio alle 15.30 all’Hotel Piazza Borsa nel corso di un incontro organizzato dall’Associazione albergatori di Palermo e Provincia che vedrà la partecipazione del direttore generale di Federalberghi nazionale Alessandro Nucara e del direttore del Centro Studi Nazionale Alessandro Cianella.

“L’incontro servirà ad informare meglio gli albergatori per renderli edotti sulle corrette modalità di attuazione delle nuove disposizioni – spiega il presidente di Federalberghi Palermo Nicola Farruggio – l’obiettivo è ottenere, attraverso il ricorso già presentato al Tar del Lazio, la definitiva abolizione delle clausole contrattuali imposte dalle Olta come Booking.com ed Expedia, che non consentono ancora oggi di pubblicare, in chiaro sul proprio sito, alcune soluzioni economiche che sarebbero molto più vantaggiose per la clientela, abolendo la famosa parity rate. Lottiamo – aggiunge Farruggio – anche contro tutti quei portali di prenotazione on line che promuovono sistemazioni alternative non sempre regolari, e che di fatto diventano complici di attività illegali.

Intanto già da questa estate anche gli albergatori palermitani sosterranno la campagna nazionale di Federalberghi “Fatti furbo” che invita i turisti a contattare le singole strutture direttamente prima di effettuare la prenotazione al fine di poter conoscere eventuali up-grade ed offerte migliorative che saranno messe a disposizioni da parte degli alberghi.

“Chiediamo al governo nazionale di intervenire con urgenza – aggiunge Alessandro Nucara – vietando per legge queste clausole vessatorie come già avvenuto in Francia. Sarebbe un vantaggio per tutti, consumatori in testa, imprese (costrette oggi a pagare commissioni sino al 30%) ma anche per lo Stato che intercetterebbe tasse viceversa dirette all’estero”.

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