Emergenza Etna, danni fino a 8 mln per il turismo siracusano
28 Agosto 2026, 11:40
Si collocherebbe fra i 6 e gli 8 milioni di euro il danno economico diretto subito dalla filiera turistica siracusana a causa della chiusura e delle limitazioni operative dell’aeroporto di Catania, causate dall’attività eruttiva dell’Etna dal 6 agosto in poi.
La stima, prudenziale, è del Centro Studi CNA sulla base di un questionario alle imprese turistiche della provincia da cui si evinche che il 57% segnala un calo delle nuove prenotazioni anche dopo la riapertura dello scalo di Catania.
Le imprese rispondenti dichiarano circa 3.200 tra clienti, prenotazioni e servizi persi in via definitiva a causa di cancellazioni e mancati arrivi, al netto dei clienti recuperati su altre date o arrivati tramite Comiso, Palermo o altri mezzi. La ristorazione è il comparto più colpito in valore assoluto, seguita dal comparto alberghiero, dai servizi turistici e dall’extra-alberghiero.
Si tratta di una stima prudenziale, non di una misurazione effettiva. Il calcolo parte dai danni medi dichiarati dalle imprese che hanno risposto. Questi danni sono stati proiettati sulle 1.761 imprese dei settori alberghiero, extra-alberghiero e della ristorazione censite in provincia da Unioncamere-InfoCamere, ipotizzando che ne sia stata colpita solo una parte, tra il 40% e il 55%. La stima non comprende gli oltre 5.500 affitti brevi non imprenditoriali, l’indotto e il calo delle prenotazioni ancora in corso: per questo l’intervallo scelto è volutamente prudente.
Il dato più preoccupante riguarda il futuro immediato: il 57% delle imprese osserva un rallentamento delle nuove prenotazioni riconducibile all’emergenza anche dopo la riapertura dello scalo, con un calo stimato mediamente del 38%. L’onda lunga dell’emergenza rischia di estendersi ben oltre le giornate di chiusura dell’aeroporto, erodendo la coda della
stagione.
A rendere più pesante il bilancio è il contesto in cui l’emergenza è maturata: quasi due terzi delle imprese rispondenti dichiarano che prima del 6 agosto l’andamento dell’attività era migliore rispetto allo stesso periodo del 2025. L’eruzione ha interrotto una stagione in crescita, non una stagione debole.
“Questi numeri confermano che non possiamo più permetterci di affrontare ogni emergenza come un fatto imprevedibile. Bisogna prevedere soluzioni strutturali, valorizzando lo scalo di Comiso anche attraverso una rimodulazione degli investimenti già previsti e nuovi investimenti infrastrutturali, sia in termini stradali sia in termini ferroviari, per garantire alla provincia di Siracusa una vera alternativa operativa in caso di crisi”, sottolinea Rosanna Magnano, presidente di CNA Siracusa.