Inclusione e lavoro, Sicindustria mette in rete imprese, istituzioni e territorio


Costruire una rete tra imprese, istituzioni, sanità, professioni e terzo settore per fare dell’inclusione una leva concreta di sviluppo economico e sociale del territorio. È questa la visione emersa da “Costruire inclusione. Persone, competenze, imprese: la rete che genera valore”, l’iniziativa promossa da Sicindustria Ragusa insieme al Comune di Ragusa e alla Consulta comunale sulla disabilità.

Dal confronto è emerso con chiarezza come il tema dell’inclusione lavorativa rappresenti ancora una delle principali fragilità sociali ed economiche del Paese. In Italia solo circa il 33% delle persone con disabilità con gravi limitazioni risulta occupato, con percentuali ancora più basse nel Mezzogiorno.

“L’inclusione non può più essere considerata soltanto un tema sociale o assistenziale – ha detto il presidente di Sicindustria Ragusa, Giorgio Cappello –. Oggi rappresenta una grande sfida di modernità, competitività e sviluppo per il territorio”.

Secondo Sicindustria Ragusa è necessario superare una visione esclusivamente assistenziale della disabilità, puntando invece su competenze, partecipazione e valorizzazione del capitale umano, attraverso un coinvolgimento stabile di imprese, istituzioni, sanità, professioni e terzo settore.

“In un momento storico nel quale le aziende fanno sempre più fatica a reperire competenze e capitale umano qualificato – ha aggiunto Cappello – non possiamo permetterci di lasciare indietro energie, talenti e capacità. Le imprese non possono essere considerate semplici destinatarie di obblighi normativi, ma attori centrali di una nuova visione sociale e produttiva”.

Per il presidente di Sicindustria Ragusa, il territorio ibleo può diventare un laboratorio di innovazione sociale e produttiva fondato sulla collaborazione stabile tra pubblico, imprese e corpi intermedi. “Da Ragusa – ha scandito con forza Cappello – parte un messaggio molto chiaro: quando istituzioni, imprese, sanità, professioni e terzo settore fanno rete, l’inclusione può trasformarsi in valore reale per tutta la comunità, non soltanto sul piano sociale ma anche economico. È questa la sfida del nostro #ModelloRagusa5.0: costruire un territorio nel quale competitività, sostenibilità e coesione sociale crescano insieme”.
Al termine dei lavori è stata condivisa la volontà di proseguire il confronto attraverso ulteriori momenti operativi e progettuali finalizzati alla costruzione di una rete territoriale permanente sull’inclusione lavorativa e sociale.

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