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Prenotazioni quasi azzerate negli agriturismi siciliani anche a Pasqua

“L’impatto del Coronavirus sul nostro settore è stato immediato e fortissimo. In Sicilia ci sono state disdette di massa per gli alloggi con percentuali che si aggirano intorno al 75%. Il fenomeno sta colpendo anche il settore della ristorazione integrata con le nostre strutture dove il calo è del 90%”. Lo afferma Giuseppe Strano presidente di Agriturist Sicilia, l’organizzazione degli agriturismi di Confagricoltura.

“Inoltre, le prenotazioni sono azzerate per marzo e aprile, i mesi di risveglio primaverile e delle festività di Pasqua che – aggiunge – rappresentano uno dei periodi più importanti per la stagione turistica” aggiunge Strano.

A preoccupare il rappresentante regionale di Agriturist è anche il preoccupante calo delle ricerche di servizi turistici in Sicilia degli utenti on line. “Dai nostri sistemi di monitoraggio del web abbiamo riscontrato anche il crollo delle ricerche e delle visite sia sui siti che propongono soggiorni in Sicilia sia sui siti web degli agriturismi e questo non fa presagire nulla di buono per i mesi a venire. Per limitare i danni immediati – sottolinea Strano – servono misure per il blocco dei contributi previdenziali e delle imposte dirette e indirette. Sospensione e differimento delle rate dei mutui. Per i lavoratori la cassa integrazione in deroga. Serve inoltre un piano di promozione straordinario per le produzioni agricole e l’agriturismo. Intanto, dove possibile, gli agriturismi Agriturist stanno cercando di andare incontro alle esigenze degli ospiti che chiedono la disdetta delle prenotazioni, proponendo periodi alternativi. È chiaro, però, che serve un intervento urgente in soccorso delle imprese con misure dedicate ed è necessario – conclude il presidente regionale di Agriturist – che l’Unione Europea attivi gli strumenti di crisi necessari, con lo stanziamento di risorse adeguate”.

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