domenica, 20 Settembre 2020

Valle dei Templi, Taormina e non solo tra siti culturali siciliani più visitati d’Italia

La Valle dei Templi di Agrigento e il Teatro Antico di Taormina figurano fra i primi 7 siti più visitati d’Italia. Superando colossi come il Museo Egizio e della Venaria Reale di Torino, la Reggia di Caserta e di Villa Adriana e Villa D’Este a Tivoli. Ottimi mpiazzamenti anche per Siracusa, la Villa del Casale di Piazza Armerina, i Parchi di Segesta e Selinunte e il Chiostro di Monreale.

É quanto riportano i dati diffusi dal dipartimento regionale dei Beni culturali, guidato da Sergio Alessandro, dopo che il Mibact, nello stilare la graduatoria nazionale non aveva inserito i luoghi siciliani della cultura. Una mancanza dovuta all’autonomia che la Regione ha in materia. Sono 7, infatti, i siti dell’Isola che si collocano nei primi 37 posti delle destinazioni più frequentate da visitatori e turisti in Italia.
Il Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, che nel 2019 ha superato i 940mila visitatori, e il Teatro Antico di Taormina, di poco sotto agli 890mila ingressi, risultano a ridosso del Colosseo a Roma, degli Uffizi a Firenze e del Parco a Pompei. Anche il Parco archeologico della Neapolis di Siracusa, che si colloca con quasi 700mila visitatori prima del Museo archeologico di Napoli, della Galleria Borghese di Roma, del Parco archeologico di Paestum, della Pinacoteca di Brera e dei Musei Reali di Torino, vede un suo momento di grande rinascita grazie anche ai recenti provvedimenti messi in atto dal governo regionale che ha riordinato il sistema dei Parchi archeologici.
“I beni culturali siciliani e i luoghi di fruizione come i Parchi archeologici, i musei, le Gallerie, le biblioteche – evidenzia Nello Musumeci, presidente della Regione – costituiscono un bene comune da preservare e valorizzare. Certamente sono luoghi che devono attrarre turismo e creare un circuito produttivo e occupazionale, ma nel contempo devono essere parte integrante del territorio, della sua identità e generare crescita civile della nostra comunità”.

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