venerdì, 22 Gennaio 2021

Sambuca scalpita: ancora in stand-by la mostra dei corredi funerari

Resta in stand-by la mostra “Doni oltre la morte. Corredi funerari da Monte Adranone” al museo archeologico di Palazzo Panitteri, a Sambuca. Si sarebbe dovuta inaugurare il 20 ottobre scorso, ma il borgo siciliano è diventato zona rossa e tutto si è arrestato. Ora gli arredi funerari sono congelati nelle teche: circa 25 pezzi straordinari che dal museo “Pietro Griffo” di Agrigento, dove erano conservati, sono giunti al palazzo sambucese dove resteranno circa un anno, a partire ovviamente dalla data di apertura al pubblico della mostra. Un lavoro attento di catalogazione, restauro e racconto che ha coinvolto gli archeologi del Parco della Valle dei Templi – che si occupa della valorizzazione e promozione di Palazzo Panitteri e che ha organizzato la mostra con il Comune – e ha permesso di riportare a Sambuca reperti che raccontano l’antica Adranon nell’area che sovrasta la cittadina.

“La mostra dei corredi funerari rinvenuti a Monte Adranone, con i tanti interrogativi che pone, apre scenari coinvolgenti e attuali. Immagino i musei come fucine attive di idee e stimoli, luoghi carichi di emozione, capaci di una nuova narrazione che riesca ad appassionare soprattutto i giovani alla scoperta del proprio passato. È con questa intenzione e attenzione che, sin dal mio insediamento da assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana – precisa Alberto Samonà – ho puntato sull’ammodernamento dei musei e dei parchi archeologici per renderli moderni e funzionali e perché possano parlare una lingua attuale e comprensibile”.

“Confidiamo che la riapertura dei musei e l’inaugurazione della mostra “Doni oltre la morte” – aggiunge il sindaco Leo Ciaccio – siano da sprone e stimolo alla ripresa del progetto di rinascita di Sambuca”.

“Sia il museo “Pietro Griffo” di Agrigento che Palazzo Panitteri a Sambuca, fanno parte del Parco archeologico della Valle dei Templi che ormai abbraccia oltre quaranta siti – interviene il direttore del Parco, Roberto Sciarratta –il nostro obiettivo è quello di lavorare in completa sinergia, valorizzando le collezioni. In questo piano rientra anche la libera circolazione dei reperti tra i siti di diretta pertinenza del Parco: si fa strada l’idea di comporre un enorme museo diffuso sul territorio che possa aprire la strada ad esperienze analoghe”.

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