sabato, 31 Ottobre 2020

A Sciacca il turismo del benessere è anche malessere per gli operatori

Le ricadute economiche del turismo sul territorio sono state al centro della conferenza sul Turismo del Benessere organizzata dalla Fijet Italia alla Badia Grande a Sciacca nell’ambito della decima edizione del LetterandoInFest.

Patron dell’evento, il presidente della Fijet Italia Giacomo Glaviano che insieme al professore Ignazio Buttitta dell’Università di Palermo, a Toti Piscopo, direttore editoriale di travelnostop.com,al patron di Aeroviaggi Antonio Mangia e al dirigente Regionale del Settore Turismo Giuseppe Cigna hanno discusso di cosa significa fare turismo in una Sicilia e in particolare a Sciacca, dove spesso si parla di “vocazione” turistica, ma dove ancor più spesso in nulla si traduce questa parola, soprattutto rispetto alla lentezza di certa burocrazia che alcune volte risulta di ostacolo alle energie imprenditoriali.

“Già più di 35 anni fa – ha sottolineato Piscopo – Sciacca era destinata a diventare il terzo polo turistico della Sicilia, dopo Taormina e Cefalù, e proprio questa doveva essere la funzione del complesso turistico di Sciaccamare, la cui storia e il progetto economico-finanziario, per vicende legate alle gestioni politiche del tempo, nonostante la giusta intuizione, naufragò fin quando non fu acquistato da Aeroviaggi. Oggi il turismo del benessere non può che significare qualità della vita che diventa equivalente per sia per il cittadino residente che per il cittadino ospite”.

“Mi dispiace essere controcorrente – ha detto Mangia – ma devo lamentare che il male dello sviluppo turistico è la burocrazia e la gestione degli enti locali per le difficoltà di tutelare le proprietà. Basterebbe che il Comune facesse da facilitatore agevolando e non ostacolando imprenditori come me e Rocco Forte che con il nostro impegno contribuiamo ad alimentare positivamente le casse comunali”.

Sarà un caso che anche gli eventi del Letterando in Fest sono stati sposati al’ultimo minuto in seguito alla richiesta avanzata dall’Autorità di Pubblica Sicurezza? “Prendiamo atto – si legge in una nota del comitato organizzatore – della richiesta di non effettuare la manifestazione negli spazi programmati, ma riteniamo incomprensibile che vengano applicati gli stessi criteri per le autorizzazioni per il Carnevale di Sciacca e per il Letterando in Fest. Il popolo che legge, ai fini delle predette autorizzazioni, non è lo stesso di quello che danza”.

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