Braccio di ferro tra Inda e Teatro Greco, tremano gli albergatori siracusani

Non ha ancora trovato soluzione la diatriba tra la Fondazione Inda e il Teatro Greco di Siracusa legata alla vicenda sul rinnovo della convenzione che ogni anno permette l’utilizzo del sito archeologico come set delle Rappresentazioni Classiche organizzata dall’Inda.

A fronte del precedente accordo che prevedeva il versamento da parte della Fondazione Inda di 50 mila euro e di 0,50 centesimi per ogni biglietto venuto, dopo l’istituzione del Parco archeologico di Siracusa, Eloro e Villa del Tellaro, la nuova bozza preparata dal direttore del parco Calogero Rizzuto ha previsto un aumento significativo della cifra da corrispondere, portando la quota “una tantum” a 150 mila euro, più un importante incremento della percentuale sullo sbigliettamento.

Nei giorni scorsi l’argomento è stato al centro anche dell’audizione dell’assessore regionale per il turismo, Manlio Messina nella V Commissione Ars, presieduta da Luca Sammartino, alla presenza tra gli altri di Sergio Alessandro, dirigente generale del Dipartimento regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana, di Lucia Di Fatta, dirigente generale del Dipartimento Turismo.

Al termine dell’audizione è stato raggiunto l’obiettivo di fissare finalmente una riunione a tre con il direttore del Parco Archeologico Calogero Rizzuto, i vertici dell’Inda e il Presidente Musumeci, per provare a mettere fine ad una vicenda che rischia di danneggiare tutti, in primis proprio la città di Siracusa e i suoi operatori economici.

Gli albergatori siracusani infatti temono profonde ripercussioni per un eventuale mancato accordo. “Senza le rappresentazioni classiche – sottolinea Giuseppe Rosano, presidente di Noi Albergatori – si perderebbe una cifra compresa tra i 10 e i 15 milioni. Durante le rappresentazioni classiche infatti le presenze in città aumentano del 35-38%”.

Intanto anche l’assessore alla Cultura del Comune di Siracusa, Fabio Granata, lancia un appello alla “collaborazione doverosa e intelligente tra le Istituzioni per una piena valorizzazione del Patrimonio culturale di Siracusa”. “Sarebbe paradossale -sottolinea Granata – che dopo 104 anni sia la prima stagione del Parco Archeologico autonomo a rendere difficili i rapporti con l’Inda, che rappresenta il principale brand di valorizzazione non solo del Teatro Greco di Siracusa ma della Sicilia. L’autonomia del Parco potrà invece rendere possibile sia l’allestimento di un’altra area spettacoli presso l’Ara di Ierone, sia una proficua collaborazione con la stagione delle “Tragedie” che possono e devono contribuire ad esempio al rilancio del Museo Paolo Orsi, collegato al Parco, attraverso intelligenti politiche di collaborazione e di biglietto unico”.

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