Caos carte d’identità, si apre spiraglio per la proroga
23 Aprile 2026, 12:46
Dal 3 agosto 2026 le carte d’identità in formato cartaceo cesseranno definitivamente la loro validità, indipendentemente dalla data di scadenza originariamente riportata. Oltre tale termine, la carta d’identità cartacea non sarà più valida né ai fini dell’identificazione personale né per l’espatrio. Il passaggio esclusivo alla Carta d’Identità Elettronica (CIE) rappresenta una misura necessaria per garantire elevati standard di sicurezza e il pieno esercizio del diritto alla libera circolazione in ambito europeo. Ma provvedere alla richiesta della CIE non è semplice soprattutto perchè in Sicilia, ma non solo, negli ultimi mesi si stanno registrando agli uffici comunali lunghissime file per sostituire il documento cartaceo.
Ecco perchè da Palermo è stata avanzata la proposta di ottenere una proroga. “Nel corso della riunione dei Capigruppo – annuncia il presidente della quarta commissione consiliare, Salvatore Imperiale – ho formalmente richiesto al presidente del consiglio comunale, Giulio Tantillo, di farsi promotore anche attraverso l’Anci di un’iniziativa nei confronti del Governo nazionale finalizzata a ottenere una proroga delle scadenze delle carte d’identità. La richiesta tiene conto del ruolo che lo stesso presidente Tantillo ricopre a livello nazionale in seno all’Anci, quale rappresentante dei Presidenti dei Consigli Comunali italiani, e quindi della possibilità concreta di farsi portavoce di una problematica che coinvolge l’intero territorio nazionale”.
“Le scadenze previste per il prossimo 3 agosto rischiano infatti di incidere pesantemente sul settore turistico, proprio in uno dei periodi di maggiore affluenza – aggiunge Imperiale – Sono moltissime le persone che stanno incontrando ostacoli nel rinnovo della carta d’identità, con conseguenze che potrebbero ripercuotersi negativamente anche sull’organizzazione delle ferie estive. Per queste ragioni, ho chiesto che venga valutata con urgenza una proroga delle scadenze di almeno tre mesi, al fine di alleggerire la pressione sugli uffici comunali e garantire ai cittadini la possibilità di mettersi in regola senza ulteriori difficoltà”.