Extralberghiero tra certificazioni, Suap e nuove regole
18 Marzo 2026, 10:31
Importante momento di confronto all’Ars con gli operatori del settore extralberghiero siciliano per l’incontro “Legge regionale 6/2025 e decreti attuativi: criticità e correttivi”. Migliaia di strutture e centinaia di migliaia di posti letto rischiano a causa di norme poco chiare o eccessivamente complicate.
“La legge approvata lo scorso anno dal governo regionale – spiega Roberta Schillaci, deputato regionale del M5S intervenuta al confronto – ha creato non poche preoccupazioni, soprattutto dopo l’introduzione del D.A. 2104 che ha fissato criteri e paletti spesso difficili da comprendere che, in alcuni casi, rischiano di diventare insostenibili per tante piccole realtà, spesso a conduzione familiare. Oggi vogliamo ascoltare chi questo lavoro lo fa ogni giorno. È da lì che bisogna partire se si vogliono scrivere regole giuste. Evitare norme arzigogolate e scollegate dalla realtà è fondamentale, perché il rischio concreto è quello di far uscire dal mercato proprio quelle strutture che tengono in vita tanti territori e contribuiscono a contrastare lo spopolamento dei borghi. Serve equilibrio. Non si possono applicare gli stessi obblighi a realtà completamente diverse tra loro senza tener conto delle dimensioni e delle capacità economiche.
Portiamo a casa tanti spunti, proposte e richieste. Ora tocca alla politica fare la sua parte, correggere ciò che non funziona e costruire insieme regole più semplici, più giuste e davvero utili al settore”.
Secondo Saverio Panzica, esperto di legislazione turistica, “il problema principale per l’attuazione delle disposizioni normative dell’ultima legge della Regione Siciliana, la n. 6/2025 e dei suoi decreti attuativi, riguarda la mancanza di omogeneità delle procedure per l’avviamento e la gestione da parte degli sportelli unici – SUAP – dei comuni siciliani.
Ogni comune infatti si comporta in maniera autonoma nelle varie situazioni richieste dalla legge regionale, in particolare: IMPOSTA DI SOGGIORNO – CIR REGIONALE – SCIA PER AVVIAMENTO E VARIAZIONI DI ATTIVITA’ DI STRUTTURE RICETTIVE E DI LOCAZIONI TURISTICHE IMPRENDITORIALI – COMUNICAZIONI DI INIZIO ATTIVITA’ PER LE LOCAZIONI TURISTICHE BREVI. Per esempio, al Suap di Palermo è obbligatorio presentare la dichiarazione per la prima classificazione, rinnovo o modifica di precedente classificazione.
Per Panzica, “si tratta però di una richiesta in palese violazione della legge della Regione Siciliana 21 maggio 2019, n. 7 “Disposizioni per i procedimenti amministrativi e la funzionalità dell’azione amministrativa”. (GU n.35 del 31-8-2019). In particolare l’art. 25 “Autocertificazione” della stessa legge Regione Siciliana n. 7 del 2019 che disciplina la trasparenza e l’efficienza della Pubblica Amministrazione nei confronti dei cittadini e delle imprese. Questo articolo 25 della legge regionale dispone che: “atti delle imprese, già in possesso delle Pubbliche Amministrazioni, non possono essere chieste nuovamente al fine di semplificare le procedure amministrative e non gravare le imprese ed i cittadini di ulteriori ed inutili procedure burocratiche”. La disciplina sulla semplificazione dei processi amministrativi è il frutto della direttiva Bolkestein che dal 2006 ha dettato disposizioni nell’Unione Europea per la semplificazione e l’efficienza delle Pubbliche Amministrazioni. L’Italia ha recepito la direttiva nel 2010 e la Regione Siciliana nel 2011″.
“A questo punto – sottolinea Panzica – al fine di rendere più snella l’azione amministrativa, per lo svolgimento delle attività produttive, nel settore turistico ricettivo, sarebbe auspicabile abrogare la classificazione quinquennale e comunicare all’assessorato al Turismo dello sport e dello spettacolo della Regione Siciliana, esclusivamente, le variazioni dovute a: 1) criteri soggettivi ovvero quelli riguardanti gli aspetti gestionali; 2) criteri oggettivi riguardanti gli elementi funzionali delle strutture”.