mercoledì, 27 Gennaio 2021

Il mondo del lavoro a confronto: quale futuro dopo lo smart working?

Il 2020 con l’esplosione della pandemia da coronavirus ha stravolto il mondo del lavoro. Non a caso, smart working è stata una delle parole più gettonate dell’anno. Di lavoro, formazione e prospettive occupazionali si è parlato nel corso della maratona di 11 ore di travelnostop.com dal titolo “ASPETTANDO IL 2021… DIAMO UN CALCIO AL 2020”, andata online il 30 dicembre 2020 e ancora visibile sulla nostra pagina facebook.

“Finora – ha esordito Claudio Barone, segretario generale Uil Sicilia – abbiamo assistito a una fase di blocco dei licenziamenti, dunque gli effetti più drammatici di questa pandemia sul mondo del lavoro sono stati coperti da questi ammortizzatori. Certamente, per i prossimi mesi c’è grande preoccupazione, visto che in quasi tutti i settori si è registrata una contrazione delle attività molto forte e il timore è che quando questa emergenza epidemiologia finirà non possa partire un’emergenza sociale. In questo periodo la presenza del sindacato è stata determinante e abbiamo avuto un coinvolgimento forte. Fino a un certo punto si è fatto fronte comune di fronte  all’emergenza, ora la preoccupazione è che questa fase nuova possa essere divisiva. Noi ci auguriamo di poter continuare con il patto di unità per affrontare insieme le difficoltà”.

Vincenzo Silvestri, presidente nazionale della “Fondazione consulenti per il lavoro” ha sottolineato che finalmente sta per partire la seconda fase siciliana di “Garanzia Giovani”, con i bandi pronti il 27 febbraio. Per Silvestri non si tratta di una panacea in modo assoluto ma di un’interessante opportunità per il giovane che non ha prospettive e dunque non ha nulla da perdere a inserirsi in questo bacino di utenza. “La mancanza di formazione adeguata – ha sottolineato ancora – rappresenta un handicap del nostro territorio: molte aziende non trovano profili professionali adeguati nonostante gli altissimi tassi di disoccupazione a due cifre. Il  nuovo Programma ha una dotazione finanziaria di 165 milioni di euro che insieme alle risorse del Recovery Plan costituiscono una base improtante da cui partire. Ma la prima cosa da fare è spendere tutti questi fondi, che già di per sé sarebbe un grande successo, e poi spenderli bene. Abbiamo una doppia responsabilità nei confronti delle future generazioni che dovranno pagare questo debito. E’ dunque l’occasione di fare finalmente sistema e mettere insieme sindacati, imprese, scuole, università per costruire un progetto condiviso per orientare verso un percorso reale di occupazione”.

“Quello che sta iniziando – ha detto Alessandro Albanese, vicepresidente vicario di Sicindustria – speriamo sia l’anno in cui risolvere il problema della pandemia e arrivare a una rinascita. Ma per arrivare a questo obiettivo non basteranno i soldi che arriveranno e che ci potrebbero servire a colmare il gap con le regioni che viaggiano a velocità siderali rispetto a noi. Prima vanno fatte alcune riforme: la riforma della giustizia, in sede civile, il codice degli appalti, senza il quale non possiamo avviare nessuna vera fase infrastrutturale, e ancora una seria opera di sburocratizzazione. E naturalmente un piano di sviluppo a lungo termine su come vogliamo spendere i nostri soldi e su quali effetti potranno avere nei prossimi anni”.

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