Maltempo, Cdm pronto a dichiarare stato d’emergenza
26 Gennaio 2026, 11:22
È convocato alle 15.30 il Consiglio dei ministri chiamato a deliberare lo stato d’emergenza per Calabria, Sicilia e Sardegna, le regioni colpite nei giorni scorsi dal maltempo. Questa deliberazione è l’unico punto all’ordine del giorno della riunione.
Al Consiglio dei Ministri odierno parteciperà anche il presidente della Regione Renato Schifani che stamattina, prima di partire per Roma, ha convocato e presieduto a Palazzo d’Orléans la cabina di regia operativa della Presidenza della Regione per l’emergenza maltempo che ha investito la Sicilia.
“Stiamo intervenendo in maniera più che tempestiva anche perché – ha detto Renato Schifani – nel giro che ho svolto lo scorso fine settimana nel luoghi colpiti dal ciclone Harry ho potuto toccare con mano la disperazione della gente. I siciliani si aspettano che le istituzioni siano al loro fianco. E noi lo faremo, con grande senso di responsabilità. Mi aspetto la massima collaborazione tra tutti gli uffici della Regione. Ho chiesto che non si lavori per compartimenti stagni”.
“La priorità – ha aggiunto Schifani – è una: semplificazione globale delle procedure per la presentazione delle domande e le relative erogazioni dei contributi. Abbiamo già stabilito che la Commissione tecnica specialistica istituisca una sub-commissione ad hoc per evadere con celerità le autorizzazioni ambientali necessarie in questa fase. Abbiamo stanziato i primi fondi, presto ne arriveranno altri e dobbiamo usarli con la massima efficienza”.
“I danni al turismo che possono derivare dalla non fruibilità, ad esempio di molti alberghi di Taormina, sono notevoli – ha poi sottolineato -. L’economia della Sicilia, che ha fondato la crescita anche sul turismo in questi anni di governo e che ha visto il Pil e crescere, rischia un forte danno. E questo non ce lo possiamo permetere”.
“È cambiato il clima – ha poi concluso -. Non ricordo di mareggiate come quella degli scorsi giorni, e questo ci impone di progettare arretrando dalla linea di costa: niente più ristoranti che poggiano sul mare con le palafitte; niente più passeggiate sul lungomare che non abbiano una protezione e banchine di protezione per contenere le mareggiate. Bisogna cambiare filosofia architettonica e urbanistica delle coste”.