sabato, 26 Settembre 2020

Recuperato il dodicesimo rostro in bronzo della battaglia delle Egadi

Un ‘unicum’ che segnerà una svolta per la ricostruzione della storia della carpenteria navale delle navi da guerra. Così è stato definito l’ultimo rostro in bronzo della battaglia delle Egadi, combattuta nel 241 a.C. tra Romani e Cartaginesi, recuperato di recente nei fondali a nord-ovest di Levanzo, grazie ad una collaborazione tra la Soprintendenza del Mare della Regione siciliana e la RPM Nautical Foundation statunitense con sede in Florida e Malta. Il reperto identificato dagli addetti ai lavori con il numero nove, tra i dodici rostri che erano stati individuati, era rimasto per ultimo a 100 metri di profondità.

“Una operazione delicata – ha esordito l’archeologo e sprintendente del Mare Sebastiano Tusa – che avevamo lasciato da parte perché il rostro si trovava  a 100 metri di profondità ed era infisso nella sabbia lasciando vedere solo la parte retrostante”.

Tusa ha messo in rilievo il valore del recupero che incrementa il patrimonio culturale della Sicilia. Il reperto presenta la novità assoluta, tra i 12 finora identificati, di avere la parte lignea della prua della nave all’interno. La sua estrazione e conseguente studio darà preziose informazioni sulla tecnologia navale adoperata per costruire le navi da guerra in quel periodo. Si notano le parti finali della chiglia, del dritto di prua, delle due cinte laterali e della trave di speronamento.

“Terminato il restaurato – ha concluso Tusa – si penserà ad una sede finale che quasi sicuramente sarà Favignana. Anche questo rostro, infine, andrà in giro per il mondo come sta accadendo per altri ritrovamenti in trasferta tra Danimarca, Germania  e persino Australia. Sono numerose le richieste che ci giungono”.

 

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