Schifani: Mondello potrebbe essere come sempre dopo il 14 maggio
27 Aprile 2026, 11:05
Spiaggia attrezzata di Mondello
“La Regione si costituirà tempestivamente in giudizio facendo valere le proprie ragioni, attendendo gli esiti del contenzioso ai quali si adeguerà. Se il 14 maggio il Cga dovesse confermare la sospensiva, la società Italo-Belga potrà montare le attrezzature e la stagione estiva sarà come gli altri anni. Fermo restando che comunque, dopo l’estate, ci sarà la sentenza di merito di primo grado del Tar sulla revoca della concessione”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Renato Schifani, dopo la decisione del Cga di accogliere il ricorso della immobiliare Italo-belga.
Il provvedimento ha ribaltato la sentenza del Tar Sicilia che aveva respinto la richiesta della società di annullamento del decreto di decadenza della concessione demaniale per la gestione di buona parte della spiaggia di Mondello, a Palermo, disposta dall’assessorato regionale al Territorio e ambiente.
Per il giudice amministrativo d’appello esiste un pericolo “concreto” di tenuta dell’ordine e la sicurezza pubblica per via dell’incertezza che aleggia sulla gestione del tratto demaniale, attorno alla quale si sta combattendo una battaglia legale a colpi di ricorsi amministrativi.
La sentenza si abbatte sul percorso, su cui già pende tra l’altro un ricorso al Tar Sicilia, che aveva intrapreso l’assessore al Territorio Giusi Savarino (FdI) che dopo lo stop alla Italo-belga aveva emesso bandi brevi per l’affidamento della durata di tre mesi dei lotti di spiaggia.
Il caso Mondello è esploso a luglio dell’anno scorso, quando l’ex Iena e deputato regionale Ismaele La Vardera, assieme al presidente di +Europa Matteo Hallissey, aveva tentato di piazzare un ombrellone in un tratto della spiaggia gestito dalla Italo-belga da 107 anni. Dopo quel parapiglia col personale, ripreso dalle telecamere, è emerso che la società affidava alcuni servizi alla Gm Edil – colpita poi da una interdittiva antimafia della Prefettura – e che nella Italo-belga lavoravano familiari del boss mafioso Bartolo Genova, scoperta che portò al commissariamento della società. Sulla questione aveva poi aperto una indagine anche la commissione regionale Antimafia.
Intanto, in un post pubblicato dalla Fondazione Falcone su Facebook emerge tutta la preoccupazione in merito alla sentenza del Cga: “la concessione era stata revocata sulla base di valutazioni gravi, condivise anche da organi istituzionali deputati alla prevenzione antimafia. E allora appare incomprensibile oltre che profondamente preoccupante che oggi si ritenga prevalente il rischio di disordine rispetto alla necessità di tenere lontani interessi opachi da un bene simbolico della città. L’idea che, senza quella gestione, si possano creare scenari tali da mettere a rischio la sicurezza pubblica è un messaggio pericoloso: Palermo non può accettare che il principio di legalità venga subordinato a valutazioni emergenziali. In attesa della decisione definitiva del 14 maggio, auspichiamo che venga ristabilita una linea chiara e coerente con i valori fondamentali dello Stato di diritto: lo Stato non arretra, mai”.