Scoppia la guerra per Mondello, Italo-Belga annuncia ricorso al Tar


La società Italo belga, che gestisca un’ampia porzione della spiaggia di Mondello a Palermo, non ci sta e dopo il provvedimento di decadenza della concessione, annuncia “di aver già conferito mandato ai propri legali di impugnare prontamente il decreto dinanzi al Tar, chiedendone l’immediata sospensione, anche in ragione dei rilevanti danni economici e reputazionali che ne derivano, a partire dalle ricadute sui lavoratori e sull’organizzazione aziendale”.

La Italo-Belga stigmatizza “le modalità di notifica del provvedimento, ricevuto formalmente solo molte ore dopo la sua massiccia diffusione agli organi di stampa. Tale circostanza costituisce una grave scorrettezza e segnala un’anomala gestione delle procedure amministrative, nella quale il clamore mediatico ha finito per precedere la certezza del diritto e il doveroso rispetto delle garanzie dei soggetti coinvolti”.

La società ritiene che le motivazioni addotte dalla Regione “risultino non aderenti alla realtà dei fatti e sproporzionate, e saranno puntualmente contestate nelle sedi competenti. Si tratta, peraltro, del primo atto compiuto e direttamente impugnabile formalmente notificato alla Società dall’inizio della vicenda, finora discussa prevalentemente fuori dalle sedi competenti”.

Sulla vicende interviene anche il presidente della Regione, Renato Schifani: “Palazzo d’Orléans ha mantenuto fin dall’inizio il necessario riserbo istituzionale, considerato che era in corso una procedura di verifica sugli aspetti di legittimità. Non appena ho ricevuto ufficialmente la relazione della Commissione Antimafia, ho provveduto lo stesso giorno a trasmetterla al dirigente generale del dipartimento regionale dell’Ambiente, affinché potesse adottare tutti gli atti di competenza. Successivamente, la Regione, al termine di una valutazione approfondita e rigorosa, svolta anche con il supporto del parere dell’Avvocatura dello Stato, ha assunto i conseguenti e rigorosi provvedimenti, improntati alla massima fermezza”.

Intanto, però, secondo i consiglieri comunali Giulia Argiroffi, Mariangela Di Gangi, Ugo Forello e Carmelo Miceli, questa revoca, che rappresenta una pagina storica di legalità, trova il Comune di Palermo colpevolmente impreparato. “Avrebbe dovuto garantire continuità, legalità e trasparenza attraverso l’unico strumento che consente di superare definitivamente discrezionalità e gestione opaca: il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM). In sede istituzionale, rappresentanti della Giunta comunale, l’assessore Carta e l’assessore Alongi avevano assunto un impegno chiaro e pubblico: trasmettere il PUDM al Consiglio entro ottobre 2025. Siamo oggi a febbraio 2026 e al Consiglio non è stato trasmesso alcunché. Senza l’approvazione del PUDM non è possibile procedere con i bandi per l’assegnazione delle aree demaniali. La conseguenza è devastante e già scritta: la spiaggia di Mondello, insieme alle altre aree del litorale cittadino, rischia concretamente di restare senza gestione per la prossima stagione balneare.

Il danno che ne deriverebbe è enorme per la fruizione di un bene e un servizio pubblico: un danno storico, culturale, antropologico, sociale e paesaggistico per la città e anche economico e turistico incalcolabile”.

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