Palermo, Orto Botanico diventa piccola città verde per i più piccoli


Prende avvio Botanical – Kalsa Garden, un progetto che sceglie di ripartire dall’infanzia per costruire comunità, occasioni, fiducia. L’Orto Botanico di Palermo, tra i grandi ficus, le vasche e le serre, diventa una piccola città, in cui sarà montata anche una iurta didattica, dove si impara a stare insieme, a rispettarsi, a crescere.

A promuovere il progetto con il Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Palermo, è la cooperativa sociale Orto Capovolto, con il supporto operativo di CoopCulture; Orto Capovolto dalla sua nascita nel 2015, è impegnata a trasformare l’agricoltura urbana e il verde ‘commestibile’ in strumenti di rigenerazione sociale per riqualificare gli spazi cittadini. Il sostegno arriva dall’avviso ‘Educare insieme’ del Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, dedicato al contrasto della povertà educativa. Le attività partiranno a metà marzo e accompagneranno bambini, ragazzi e famiglie fino a dicembre.

È un progetto ampio e completo, pensato per età diverse: si comincia dai piccolissimi fino a sei anni che arriveranno con i genitori, per giocare, seminare, osservare. Per scoprire che un balcone può diventare orto, che un giardino sta in un barattolo, che ogni seme ha solo bisogno di gesti semplici. Poi arriveranno i bambini più grandi per imparare cosa è la biodiversità, per dare nome alle differenze, comprenderne il valore. Gli adolescenti saranno invitati a progettare e costruire un orto fuori suolo, in squadra, misurandosi con la responsabilità delle scelte. I bambini con disabilità o provenienti da situazioni complesse, i giovani seguiti dai servizi educativi troveranno nel giardino il ritmo diverso dell’attesa, della cura, del risultato che arriva, se si lavora insieme.

Il percorso continuerà a tavola: una biologa nutrizionista e un educatore ambientale aiuteranno le famiglie a rileggere abitudini e consumi, a misurare la ‘capacità’ ecologica domestica, spesso più immediata per i piccoli che per gli adulti.

“Un progetto che conferma il ruolo dell’Università come motore di valore sociale e culturale – sottolinea il rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri -. Un’Università che si apre al territorio e costruisce alleanze di responsabilità sui grandi temi dell’inclusione, della sostenibilità e della tutela della biodiversità”.

Ovviamente si giocherà e si farà sport: con un occhio al riciclo creativo, ai materiali di recupero, allo stare insieme. E quando le scuole chiuderanno, l’Orto Botanico spalancherà i cancelli a un campus estivo, settimane all’aria aperta, nuove amicizie, la natura come compagna di avventure e esplorazioni. “Questo progetto fa parte dell’impegno sociale dell’Orto Botanico che si apre e accoglie il quartiere che lo ospita” sottolinea il presidente di UniPa Heritage Michelangelo Gruttadauria.

A restare sarà qualcosa di concreto: le attività saranno ospitate sotto una iurta – la tradizionale tenda circolare dei nomadi dell’Asia centrale – che resterà all’Orto Botanico anche per iniziative future. E una App, progettata in modo partecipato, permetterà di raccogliere conoscenze, seguire i progressi, mantenere viva la rete tra istituzioni, educatori e famiglie. In fondo tutto torna a quell’immagine iniziale: le mani nella terra.

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