TO inglesi entusiasti della Sicilia, Missineo: ma la Regione dov’è?

E’ terminata la ITT Conference 2018, densa di opportunità e con gli operatori inglesi entusiasti della nostra Regione. Lo scrive Uccio Missineo, ex assessore regionale ai Beni culturali e imprenditore del settore sulla sua pagina Facebook. “Abbiamo incassato manifestazioni di interesse per investire in Sicilia da grandi operatori (TUI e Thomas Cook) – sottolinea – che stanno investendo su tutta la filiera (dagli investimenti immobiliari agli accordi di occupancy delle strutture alberghiere), organizzeremo diversi fam trip tematici con operatori inglesi selezionati ed i nostri territori (a partire da Lampedusa che aveva già dato la disponibilità per organizzarne uno in questi giorni, fino ai distretti turistici con i quali stiamo avviando i progetti) ed abbiamo stretto ancora di più i nostri rapporti con ITT ed il parlamento inglese”.

La conferma che si sia trattato di una bella opportunità per il territorio arriva anche da Federalberghi Naxos. Per il presidente Giovanni Russotti, “quella offerta dall’Institute of Travel & Tourism è una grande opportunità per creare un contatto diretto che assicuri la centralità del nostro territorio nel panorama turistico internazionale”. “Giardini Naxos è un territorio che ha tanto da offrire – aggiunge il vicepresidente dell’Associazione albergatori, Floriana Ippolito – Federalberghi Giardini Naxos, in quanto major partner dell’evento, ha avuto modo di interloquire con il presidente dell’Institute of Travel & Tourism auspicando la creazione di un ponte con l’Inghilterra per essere al centro delle offerte turistiche dei prossimi anni”.

Eppure, nel suo post su Facebook, Missineo non può non evidenziare un’importante criticità riscontrata. “In tutto ciò, purtroppo, una Regione Siciliana assente – scrive – che ha mandato allo sbaraglio 30 operatori turistici siciliani che, senza assistenza alcuna, non hanno potuto sfruttare al meglio l’occasione (senza portare a casa un contatto o un accordo). Con i rappresentanti della Regione che si sono limitati a fare uno speech di pochi minuti e a trasmettere un video poco invitante, senza presidiare i momenti topici della conferenza dove “braccare” operatori che muovono decine di migliaia di turisti l’anno. Non hanno utilizzato questa occasione per stringere accordi con gli operatori, incontrandoli, parlandogli e convincendoli a spostare flussi da altre destinazioni verso la Sicilia. Un concetto e una modalità abbastanza anomala di destination marketing, dove per vendere i territori non bisogna limitarsi a fare un asettico speech o inventarsi poliedrici slogan: vendere è un’altra cosa”, conclude Missineo.

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