Una green town nel futuro di Niscemi?


Dopo la frana che a fine gennaio ha inghiottito strade ed edifici a Niscemi, si è aperto il dibattito sulla riqualificazione del paese in provincia di Caltanissetta.

Secondo Benedetto Versaci, architetto paesaggista e presidente della sezione siciliana dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica, “riqualificare la città di Niscemi con criteri di ecosostenibilità ed energetici per gli edifici esistenti e per gli spazi pubblici è certamente una soluzione ottimale e possibilmente celere”. “Ovviamente occorrerà riprogettare una città ecosostenibile e green, riqualificando i quartieri urbani rimasti in piedi. In Italia abbiamo diversi protocolli utili di ecosostenibilità – ha aggiunto Versaci -. Occorre solo rimboccarci le maniche ed essere disponibili ad operare senza se e senza ma, con umiltà che contraddistingue l’uomo saggio.

Anche Federico Preti, docente di Idraulica dell’Università di Firenze e presidente nazionale dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica, condivide la proposta di Green Town di alcuni colleghi dell’Università di Catania che propongono di “liberare la zona rossa dalle costruzioni (ad eccezione di eventuali monumenti) per farla diventare un grande parco verde lineare con i sistemi di drenaggio e regimazione delle acque bianche e nere”.

La messa a dimora di piante, o il loro uso in abbinamento a materiali biodegradabili secondo i dettami dell’Ingegneria Naturalistica, sarà finalizzato allo svolgimento delle loro proprietà biotecniche (controllo dell’erosione con riduzione dell’effetto battente, stabilizzazione del terreno tramite il rinforzo radicale, intercettazione e regolazione dei flussi suolo-vegetazione-atmosfera, filtro di inquinanti, assorbimento di anidride carbonica, riduzione dell’isola di calore, etc.). Bisogna inoltre applicare buone prassi di progettazione ecosostenibili e con tecniche di ingegneria naturalistica, non dimenticando il valore assoluto di attività di monitoraggio costante nel tempo al fine di prevenire rischi di varia natura.

Per Giancarlo Teresi, ingegnere siciliano e vice presidente sezione Sicilia dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica, “a Niscemi bisogna ripartire da una valutazione concreta delle possibilità di riutilizzare edifici esistenti delocalizzando laddove possibile, nel rispetto dei Criteri Ambientali Minimi – CAM – che sono requisiti ecologici e di sostenibilità definiti dal Ministero dell’Ambiente, della biodiversità, della fragilità del territorio. I CAM sono volti a ridurre l’impatto ambientale e a promuovere la transizione ecologica”.

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