domenica, 11 Aprile 2021

Nuovi hotel e B&B e negozi chiusi, le città siciliane cambiano volto  

In dieci anni a Palermo il 7,1% dei negozi ha chiuso i battenti. Ma la città ha cambiato volto virando verso il turismo. Infatti secondo i dati di Confesercenti si è registrata un’impennata delle attività, passate dalle 3.797 del 2007 alle 5.388 del 2017. Si tratta di un aumento del 41,9% tra ristoranti, pub, bistrot, b&b e hotel. A saltare all’occhio è la somiglianza tra il dato assoluto delle attività commerciali chiuse in dieci anni, 1.778, e quello delle attività turistiche aperte: 1.591, come riporta Live Sicilia.

Dati che non tengono conto del fenomeno dell’abusivismo. “Se si dovesse tenere conto delle strutture completamente abusive la percentuale di nuove attività sarebbe molto più alta – spiega Mario Attinasi, presidente di Confesercenti Palermo -. Si tratta di attività che generano conseguenze gravi per l’erario e concorrenza sleale nei confronti di chi, invece, sceglie la legalità”.

I numeri palermitani sono in linea con quelli delle altre grandi città siciliane. A Catania il commercio al dettaglio è passato dalle 21.513 attività del 2007 alle 17.178 di quest’anno: una diminuzione di circa il 20% mentre il settore alberghi e ristoranti è cresciuto dalle 3.302 attività del 2007 alle 4.998 del 2017 con un incremento del 51,4%. A Siracusa nel 2007 c’erano 6.892 attività commerciali, scese a 6.063 dieci anni dopo mentre alberghi e ristoranti hanno registrato un boom passando dai 1.558 del 2007 ai 2.474 di quest’anno (+58,8%).

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