Etna al top nell’enoturismo tra paesaggio rurale e autenticità
01 Settembre 2026, 10:00
Secondo il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025, curato da Roberta Garibaldi, la Sicilia si colloca al secondo posto in Italia come destinazione enoturistica prediletta dagli stranieri, con l’Etna che si conferma sicuramente una meta di punta.
“Negli ultimi anni i vini del vulcano attivo più alto d’Europa stanno conquistando i mercati internazionali, nonostante le difficoltà che attraversa il comparto vitivinicolo – ha detto Luca Sammartino, assessore regionale per l’Agricoltura, lo Sviluppo Rurale e la Pesca Mediterranea intervenendo alla prima edizione di “Radici vulcaniche – tra lava, vigne e grandi vini” andata in scena a Randazzo il 29 e 30 agosto -. Le nostre etichette hanno un duplice compito: rafforzare la reputazione dell’agroalimentare siciliano sui mercati internazionali e, allo stesso tempo, diventare un volano per il turismo. In questo scenario la Sicilia si conferma tra le destinazioni più desiderate dai visitatori internazionali, seconda soltanto alla Toscana, mentre l’Etna è ormai riconosciuto come un brand territoriale globale, simbolo di una straordinaria integrazione tra vino, agricoltura, ospitalità e patrimonio naturale”.
L’obiettivo della Regione è continuare a investire in percorsi di promozione che coinvolgano tour operator e operatori del settore, affinché possano conoscere direttamente le eccellenze, le strutture ricettive e le realtà produttive presenti sul territorio. “Vogliamo fare della Sicilia la prima destinazione enogastronomica del Mediterraneo per i visitatori internazionali, valorizzando un patrimonio unico al mondo fatto di produzioni identitarie, paesaggi straordinari, cultura e accoglienza – ha aggiunto Sammartino – L’enogastronomia rappresenta uno degli strumenti più efficaci per raccontare l’autenticità della nostra Isola e generare sviluppo diffuso nei territori”.
A spiegare il successo siciliano sono anche i fattori che, secondo il Rapporto, orientano la scelta di una destinazione. Per l’85% degli intervistati conta la bellezza e l’integrità del paesaggio rurale, mentre il 76% considera importante la presenza di ristoranti locali e autentici. Seguono la reputazione dei prodotti enogastronomici, al 63%, e la disponibilità di esperienze dedicate al gusto, che incide per il 60%. Il bacino dell’Etna eccelle in tutti questi contesti grazie a tradizioni secolari che resistono e ad un apparato organizzativo sempre più efficiente ed innovativo.
Prossimo appuntamento a Mascali domenica 6 settembre per il secondo evento di Radici Vulcaniche – Nerello Mascalese Wine Fest.