mercoledì, 23 Giugno 2021

A Roccamena il Meloon Festival per scoprire la cultura rurale

Nello scenario suggestivo dell’entroterra siciliano si celebra una festa dedicata al territorio, alle tradizioni, alla cultura rurale e contadina: il 5 e 6 settembre Roccamena ospita la terza edizione del Meloon Festival.

In scaletta incontri con addetti ai lavori e di informazione, degustazioni mirate alla conoscenza dei prodotti locali per la loro tutela e salvaguardia, attività di promozione, itinerari naturalistici e sportivi, con un momento di spettacolo che arricchisce l’offerta ai visitatori per, è proprio il caso di dirlo, assaporare la cultura rurale e scoprire il territorio fin dalle sue radici più antiche.

Due giorni – a partire dal sabato pomeriggio – per visitare il villaggio degli agricoltori alla scoperta dei prodotti e la possibilità di degustarli e acquistarli esposti negli stand delle aree dedicate, ma anche partecipare all’incontro sulla cultura del territorio in partenariato con il GAL Terre Normanne e il Consorzio della Mucca Cinisara.

Momento clou la Notte Bianca dedicata al divertimento e all’intrattenimento con lo spettacolo di Sasà Salvaggio e i concerti dei giovani gruppi locali folcloristici e musicali.

Domenica mattina sono due gli aventi tra cui scegliere: la suggestiva prova in campo dei potenti mezzi agricoli colorati e luccicanti sotto il sole che si muoveranno come giganti tra i campi di “Contrada Sticca” sotto la Rocca di Maranfusa, o partecipare agli itinerari alla scoperta del territorio. Due i percorsi ideati per vivere e conoscere il territorio sia in ambito sportivo che turistico, con il trekking a cavallo o in mountain bike percorrendo i suggestivi sentieri naturalistici tra i campi e le trazzere all’insegna di una giornata dedicata allo sport all’aria aperta.

In alternativa il percorso storico/rurale/naturalistico che  porterà a visitare una storica azienda agricola delle Cantine siciliane, le pendici della Rocca di Maranfusa che domina la valle, fino a scendere al Ponte Calatrasi e all’antico mulino del grano, che traeva la sua forza dal fiume ancora visibile,  e le cui macine sono custodite nell’Antiquarium il piccolo museo cittadino, vero scrigno di tesori e reperti risalenti addirittura all’età preistorica, la cava di pietra utilizzata per la costruzione della Diga Garcia, oggi intitolata a Mario Francese.

Entrambi gli itinerari sono su prenotazione e daranno modo di partecipare al pranzo di degustazione realizzato con i prodotti del territorio locale.

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