Quando il vero lusso si misura nell’accoglienza a 360 gradi
12 Gennaio 2026, 10:58
Riceviamo e pubblichiamo il punto di vista di Bernadette Lo Bianco, presidente dell’Associazione Sicilia Turismo per Tutti su un episodio riportato dal quotidiano La Sicilia del 9 gennaio 2026.
“Il recente caso di cronaca che ha visto due turiste argentine, di cui una in sedia a rotelle, lasciare Siracusa con un profondo senso di amarezza, impone a tutti noi una riflessione che va ben oltre la cronaca. Non si tratta solo di analizzare un disservizio, ma di interrogarci su cosa significhi oggi, per il nostro territorio, fare “accoglienza”.
L’associazione “Sicilia Turismo per Tutti” non intende unirsi al coro delle critiche fini a se stesse. Vogliamo invece cogliere questo momento per ricordare quanto sia vitale il legame tra ospitalità e attenzione alle esigenze individuali, specialmente quando parliamo di strutture che rappresentano il biglietto da visita della nostra città. Il racconto delle due ospiti, che nonostante la prenotazione anticipata hanno vissuto un’esperienza “da non ripetere” in strutture di alto profilo, ci spinge a una considerazione necessaria: il prestigio di un hotel non può risiedere solo nell’estetica degli arredi o nell’esclusività della posizione.
Il vero lusso, oggi, abita nella capacità di non far sentire nessuno “fuori posto”.
Un’accoglienza che non tiene conto delle necessità specifiche di un ospite – che sia una persona anziana, un turista con mobilità ridotta o chiunque abbia esigenze particolari – non è un’accoglienza completa.
Quando un ospite non trova la cura del dettaglio promessa, il disagio che ne deriva non è solo fisico, ma psicologico: è la sensazione di non essere stati “pensati” o desiderati dal sistema che dovrebbe ospitarti.
È istruttivo notare come, nella stessa vicenda, le turiste abbiano trovato il calore e la professionalità che cercavano non in un hotel a cinque stelle, ma in una realtà che ha saputo ascoltare e risolvere.
Questo dimostra che l’ospitalità non si misura con il numero di stelle sulla facciata, ma con la sensibilità e la preparazione del personale.
Il lavoro quotidiano della nostra associazione si inserisce proprio in questo solco: promuovere una cultura dell’accoglienza che sia strategica per l’intera filiera turistica. Troppo spesso il nostro impegno viene percepito erroneamente come un “fastidio” o un’interferenza. Al contrario, dobbiamo essere considerati uno stakeholder fondamentale e un partner strategico.
La nostra consulenza a titolo gratuito – che mettiamo a disposizione di chiunque voglia avvalersene – non è un giudizio, ma uno strumento per prevenire quelle “cadute di stile” che danneggiano l’immagine dell’intera Sicilia.
Fortunatamente, Siracusa vanta già realtà illuminate. Diverse strutture alberghiere hanno scelto di investire sulla qualità totale dell’accoglienza, collaborando con noi per formare il personale e ripensare gli spazi. Questi imprenditori hanno capito che un’ospitalità senza barriere non è solo un atto etico, ma un investimento vincente che genera ottime ricadute economiche e una reputazione internazionale d’eccellenza.
Ci auguriamo che l’intero sistema turistico, alberghiero ed extralberghiero, colga questo episodio per fare un salto di qualità. È tempo di passare da un’accoglienza standardizzata a un’ospitalità “per tutti”, dove la professionalità sia sinonimo di inclusione reale. Solo collaborando con chi conosce a fondo queste dinamiche, si potrà trasformare questa brutta pagina in un’occasione di riscatto, dimostrando che la Sicilia sa essere una terra accogliente per ogni persona, senza distinzioni.