lunedì, 30 Novembre 2020

Passeggiata nel tempo a Noto Antica

L’11 gennaio, come ogni anno, Noto Antica rivive l’evento tragico che ha segnato profondamente tutto il comprensorio. In questa data l’antica città si apre come uno scrigno e svela le radici della sua identità. Quest’anno verranno recuperate dalle rovine e dalle pagine dimenticate dei testi antichi le testimonianze della presenza determinate della comunità ebraica di Noto, di cui si conosce poco o nulla. Un passato sepolto sotto le rovine di Noto antica che il tragico terremoto del 1963 sigillò catastroficamente consegnandola ai posteri.

Dunque, quest’anno l’Archeoclub sede di Noto intende puntare l’attenzione sulla presenza ebraica nell’antica Noto con un percorso in programma domenica 11 gennaio alle 9.30. Il viaggio inizierà da Cugno Vasco, imboccando una antica mulattiera intagliata della roccia bianca, immersi tra le essenze di timo e di salvia. I solchi dell’antica strada guideranno i partecipanti attraverso la Cava Salitello fino al gruppo di tombe definita da Orsi ” Necropoli Nord-Est”, tra cui campeggia l’ipogeo giudaico, detto volgarmente “Grotta del Carciofo”. Dopo aver dato uno sguardo anche alle tombe sicule e paleocristiane , la visita proseguirà alla volta della Città: le fortificazioni, i resti del Castello e della Chiesa di San Michele, l’area delle celle e i ruderi della Chiesa del Crocifisso. Il viaggio si concluderà con la veduta panoramica sulla Valle del Carosello, dove la voce narrante di Salvatore Tringali racconterà cosa è successo sotto quelle rovine e condurrà con la memoria i partecipanti alle antiche storie e alle vicende della comunità ebraica prima del 1492.

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