Etna, rinasce la vecchia stazione della funivia e diventa ristorante
16 Ottobre 2026, 10:24
La chiamano ‘highlander’, resistita alle eruzioni del vulcano degli ultimi 73 anni di attività della funivia. La vecchia stazione di partenza della funivia dell’Etna in Piazzale Sapienza diventa oggi un elegante ristorante che coniuga architettura contemporanea e un’eredità di affetto, che ha spinto l’imprenditore Francesco Russo Morosoli a volerne fortemente la rinascita.
A dirci di più sul nuovo The Old Station è l’architetto Salvo Maccarrone, che ne ha curato il recupero architettonico: “Nel maggio del 2025, circa, è nata l’idea di ristrutturare questo volume storico rimasto praticamente vuoto, l’unica parte del sistema ferroviario che le colate laviche non hanno seppellito”, racconta.
“Sapevo che avevo una grande responsabilità: pensare un luogo nuovo preservando l’identità di quello che c’era prima – dichiara Maccarrone -. Così sono partito da ciò che un tempo riempiva questo spazio: le cabine storiche. Le abbiamo ricreate in scala 1:1, perché le originali erano andate perdute. Ne ho volute inserire quattro, sostenute da una struttura luminosa che simula la fune”. Le cabine sembrano essere rivolte verso il nuovo impianto di risalita, come un tentativo di creare un ponte tra passato e presente.
A testimoniare questo legame tra quello che c’era e quello che ci sarebbe stato, Maccarrone racconta: “durante gli scavi abbiamo trovato le vecchie pulegge: quindi ho variato il progetto in corso d’opera prevedendo una pavimentazione in vetro che le rende visibili. Abbiamo anche mantenuto i frammenti laterali delle vecchie guide che servivano ad agganciare le vecchie cabine”.

“Partire da quella situazione iniziale è stato complesso, ma le guide le abbiamo volute mantenere: per noi era fondamentale preservare l’identità del fabbricato. Anche le travi e i pilastri tipici delle strutture di alta montagna li abbiamo mantenuti, facendoli diventare elementi luminosi con strip LED”.
Il dialogo tra passato e presente prosegue nelle scelte stilistiche, fondate sull’essenzialità: materiali e superfici dai toni neutri esaltano la pietra lavica, protagonista dell’identità materica dell’edificio. Il cuore pulsante della struttura è la grande sala principale, illuminata grazie alle ampie vetrate panoramiche che offrono una vista privilegiata sul nuovo impianto di risalita.
Accanto all’impronta industriale domina un’estesa copertura a soffitto in verde stabilizzato: un bosco capovolto che, spiega Maccarrone, “ha una doppia funzione: richiamare la vegetazione dell’Etna, ma anche attutire i rumori della sala grazie alla sua fonoassorbenza”.

A completare l’ambiente è la cucina a vista che si apre direttamente sulla sala, rendendo il lavoro delle brigate di sala e cucina parte dell’esperienza degli ospiti.
The Old Station è quindi un progetto di restauro architettonico che dà nuova vita a un luogo fatto di ricordi ed emozioni, le stesse che ogni giorno i turisti provano all’imbarco prima di raggiungere l’alta quota, curiosi di far visita alla Muntagna.