Caro Collega ADV, ti scrivo per dirti che… F.to Gianluca Glorioso

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta che Gianluca Glorioso titolare della Kalesa Viaggi Palermo ha inviato ai colleghi agenti di viaggio siciliani.

Cari colleghi,
desidero informarvi su una scelta maturata in questi giorni.
Non potrò essere breve e ringrazio chi avrà la pazienza di leggere questa
mia.
Alcuni di voi mi conoscono come commerciale Sicilia e Calabria per Naar
Tour Operator o per Allianz Globy, qualcuno invece non mi conosce e non
tutti sanno che oltre al lavoro di commerciale, dal 1989 sono titolare di
un’agenzia di viaggi con sede a Palermo, che si avvale della collaborazione
di due persone.
Oggi vi scrivo in veste di agente di viaggi.
Da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus, ho subito come tutti voi i
danni che purtroppo ci accomunano in questo complicatissimo momento.
Avendo iniziato questo lavoro nel 1989 ho assistito ad altri difficilissimi
momenti: guerra del golfo, attentato torri gemelle, crisi economiche di
vario tipo, liberalizzazione del numero delle licenze, avvento del web,
abbattimento delle commissioni da parte dei vettori.
Vorrei parlarvi proprio di quest’ultimo aspetto, ovvero l’abbattimento
delle commissioni. All’epoca non facevo parte di nessuna associazione di
categoria e non esistevano i social. Si capì che ci trovavamo davanti ad un
bivio, l’eventuale sconfitta in quella battaglia avrebbe comportato un
abbattimento dei margini e delle metodologie lavorative avute fino a quel
momento. Non avevo nessuna esperienza diretta nell’associativismo o
nella politica ma come tutti noi sono conscio che associativismo e politica
sono direttamente connesse a: cultura dell’aggregazione, del dialogo,
dello scontro, del manifestare, dell’ascolto, della contrattazione e del
compromesso.
In quel periodo la rappresentanza degli agenti era in buona parte in mano
alla FIAVET, molti infatti erano gli associati alla federazione, c’era chi
come me invece era indipendente.

In quel preciso momento storico e lavorativo, durante un’assemblea
organizzata da FIAVET presso l’Astoria Palace ed aperta a tutte le agenzie,
si discuteva su quali battaglie intraprendere per cercare di arginare il
fenomeno “commissioni zero”. Oggi come allora emerge la difficoltà di
una categoria poco unita e di conseguenza poco rappresentata, facile da
attaccare e con poche difese.
Mi chiesi come fosse possibile che davanti a tale sopruso, che avrebbe
destabilizzato l’intero settore, non si riuscisse nel bene comune ad
arrivare ad un’unione di intenti.
Decisi di mettermi in gioco e non volendo entrare in FIAVET decidemmo
con alcuni colleghi, tra i quali ricordo Nanni Di Maria, Dario Landolina, il
compianto Antonio Gianfortuna, Viviana Manfrè (sicuramente dimentico
qualcuno e me ne scuso) di formare un comitato di base, con le difficoltà
e la lentezza di comunicazione di allora (non esisteva internet e di
conseguenza social e relativi gruppi) riuscimmo nell’impresa di una
serrata quasi totale e blocco delle vendite della biglietteria. L’adesione fu
circa del 95% delle agenzie e fu fondamentale nella battaglia l’appoggio
istituzionale di FIAVET, perché che ci piaccia o meno, la politica regionale
o nazionale ha necessità di confrontarsi con organi istituzionalmente
preposti ed organizzati con statuto alla rappresentanza della categoria.
Quella battaglia ci permise di arrivare all’ottenimento delle fees ma
soltanto perché dopo due settimane di stop alle vendite alcuni colleghi
fecero marcia indietro ed il fronte si ruppe. Sono convinto che quella
decisione di non portare avanti la protesta ancora per più tempo non ci
permise di vincere la guerra ed ancora oggi ne piangiamo le conseguenze.
Ricordo ai colleghi più giovani che quella battaglia era lo snodo del
confronto tra intermediazione e vettori ed in quel periodo Alitalia volava
in regime quasi di monopolio (almeno sul territorio italiano) e perdendo
contro Alitalia anche gli altri vettori si sarebbero accodati e purtroppo
così fu !

Finita la battaglia il comitato si sciolse come neve al sole.
La storia che vi ho raccontato risale a parecchi anni fa. E’ ora di andare
avanti, dimenticare il passato e guardare al futuro.
Oggi la nuova FIAVET (per come la vedo io) non è più la stessa e necessita
di nuova linfa vitale per questo ho deciso di associarmi così come fatto da
Francesco Pirelli (Lai Viaggi) e Fabio Guccione (Guccione Viaggi) colleghi
ed anche amici che stimo e che hanno deciso di mettersi in gioco prima di
me.
Perchè l’ho fatto ?
Sono fermamente convinto che se la FIAVET annoverasse al suo interno
un grande numero di agenzie, molte nostre istanze sarebbero più facili da
presentare ai tavoli del governo. Se infatti FIAVET fosse forte di una
rappresentanza numerosa, avrebbe la possibilità, qualora le istanze non
fossero accettate, di convogliare in piazza centinaia di agenti.
Altra riflessione che mi ha convinto ad associarmi è quella che se vuoi
migliorare le cose le devi cambiare dall’interno. Ricordo a tutti che FIAVET
ha uno statuto che democraticamente elegge il presidente, ne consegue
che chi è più capace o che gode della stima di un maggior numero di
colleghi, può prendere quel posto con delle semplici elezioni ed assumersi
oneri ed onori di questa posizione.
Altra informazione che desidero darvi è quella che FIAVET si autofinanzia
e non vi è nessuno sperpero.
Uno degli errori di FIAVET negli ultimi tempi è la poca comunicazione con
gli agenti; ci sono cose fatte per la categoria che molti non conoscono per
citarne soltanto due: CCNL, NE 2302/2015.
Non comunicando non ottieni il consenso e sappiamo che ai nostri giorni
c’è chi comunica molto /troppo senza fare nulla (a scanso di equivoci il
riferimento è alla politica in generale e non ai gruppi regionali e nazionali
formatisi durante la crisi dovuta al coronavirus).

Anzi ringrazio i colleghi che fino ad ora si sono spesi nell’interesse dalla
categoria togliendo tempo al loro lavoro, ai loro affetti ed al loro tempo
libero, anche perché avendolo vissuto in passato, ne conosco le
dinamiche, la complessità e lo sforzo necessario.
Mi sembra arrivato il momento di chiudere questa mia lettera aperta a
tutti voi, invitandovi a riflettere su quanto ho scritto e come me a
mettervi in gioco e perché no, a migliorare quello che si può dall’interno
di una federazione che ribadisco elegge democraticamente chi vorrà
candidarsi, il tutto alla luce del sole.
Finita (speriamo presto) l’attuale emergenza ci sono ancora tantissime
lotte da portare avanti ed uniti, compatti, organizzati, istituzionalizzati
sarà più facile.
Colleghi non permettiamo che il passato ci precluda un futuro migliore
per il bene di tutti noi e delle nostre famiglie e facciamo si che la passione
che mettiamo giornalmente nella nostra attività lavorativa si riversi anche
in attività politiche associative.
Chiedo infine al Presidente Giuseppe Ciminnisi di convocare un’assemblea
regionale aperta a tutti gli agenti con il seguente ordine del giorno:
Istanze della categoria da presentare al governo regionale
Apertura delle iscrizioni su base semestrale per il 2020 con riduzione della
quota associativa del 50%

Chiedo inoltre la possibilità che in assemblea venga distribuito il bilancio
regionale 2018 e 2019 e che venga distribuito un documento dal quale
possa evincersi quanto FIAVET in questi anni si sia spesa nell’interesse
della categoria“.

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