Siti Unesco: lavoriamo per uno sviluppo sostenibile del territorio

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota a firma di Sebastiano Missineo, assessore regionale ai Beni culturali da settembre 2010 a luglio 2012.
"Ho letto su Travelnostop che in questi giorni la Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco ha approvato in via definitiva e trasferito all'Unesco di Parigi la candidatura di Palermo bizantina e arabo-normanna e delle chiese cattedrali di Monreale e Cefalù per l'iscrizione al patrimonio storico-artistico dell'umanità per l'anno 2015.
Sono molto orgoglioso per questo primo importante risultato da me sostenuto nel periodo in cui ero assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana: tant'è che ho subito preso con grande emozione, ed ho accanto a me, il Piano di Gestione che firmai nel dicembre del 2011. Piano di Gestione redatto da un gruppo di validi professionisti guidati ad Aurelio Angelini e con la valida collaborazione dell'assessorato e dei territori.  
Un processo partecipato di redazione, iniziato nell'aprile 2011 e che ha visto il coinvolgimento di tutti gli stakeholder del territorio: aspetto innovativo che era condizione necessaria per il raggiungimento dell'obiettivo finale.
Dovevamo evitare in fase di programmazione i grossi ostacoli per lo sviluppo del territorio riscontrati negli altri siti Unesco Siciliani e che erano di duplice natura: da una parte la redazione di un piano di gestione ex post e dall'altro il mancato coinvolgimento di quel tessuto sociale, imprenditoriale, istituzionale che opportunamente integrato diventa veicolo per il vero sviluppo sostenibile dei territori iscritti nella World Heritage List. E questo abbiamo evitato.
L'Unesco ci ha sempre insegnato che non basta un marchio per dettare le fortune del territorio, ma ci vuole lungimiranza, coraggio, intrapresa che sfrutti in senso positivo ciò che porta l'iscrizione alla Lista. Bisognava progettare un percorso, un metodo, una nuova chiave di lettura di quel favoloso patrimonio per il quale si richiedeva l'iscrizione.
Sono infatti lontani quei risultati (anche se meramente statistici e di difficile interpretazione) che Unesco indica come target post iscrizione: una crescita del flussi turisti del 25-30% non sono mai stati nelle corde non solo dei siti siciliani ma di buona parte dei siti Unesco Italiani. Sono tutti siti unici e di eccezionale valore mondiale, ma a questa unicità deve essere affiancata una capacità del territorio di integrare ed innovare offerte coerenti con la nuova dimensione.
Per questo abbiamo voluto un Piano, costruito ex ante, che avesse una redazione a più mani e dove ci fossero i contributi delle associazioni di categoria, degli enti locali, della curia, delle istituzioni e insieme venisse condiviso.
Insomma, il riconoscimento avuto (o meglio che speriamo di ottenere) non è un solo un premio per la Cappella Palatina, per il Duomo di Cefalù o per il Palazzo della Zisa: ma deve essere una scommessa per la creazione di una infrastruttura in grado di sostenere uno sviluppo nel settore del turismo e dei beni culturali di cui ormai la Sicilia (e l'Italia intera) non può più farne a meno.
In bocca al lupo a Palermo, Cefalù e Monreale per le prossime valutazioni parigine e che questo risultato una volta raggiunto non sia il punto di arrivo ma il punto di partenza di una nuova Sicilia".

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