domenica, 25 Ottobre 2020

Le Vie dei Tesori torna a Catania, Ragusa, Scicli, Noto e Sciacca

Le Vie dei Tesori avvia la sua seconda fase: dopo tre settimane tra i luoghi del Trapanese, Messina e Caltanissetta, Sambuca e Naro, che hanno raccolto 24 mila presenze, il festival si prepara alla full immersion. Accanto a Palermo e Monreale, eccolo quindi ritornare a Sciacca, per il suo secondo anno consecutivo; e nella Sicilia Orientale. Cinque weekend a Catania, e tre fine settimana a Ragusa, Scicli e Noto, dove si spera di bissare il successo dello scorso anno.

A Catania è stata preparata un’edizione diversa, meno luoghi aperti, e più esperienze che scavano nell’anima vera della città. Molti luoghi sono tornati a grande richiesta, altri sono veramente inediti. Si percorreranno i camminamenti segreti delle monache di clausura, si scenderà nelle terme antiche. Dalla visita teatralizzata alla cupola di Sant’agata, al laboratorio dei Fratelli Napoli, alla bottega Cartura dove si creano impalpabili delicatezze di carta, allo spazio d’arte al femminile Tabaré con la mostra fotografica “L’isola degli arrusi”. Ma la vera scoperta sarà Palazzo Scuderi Libertini e l’ex industria delle calzature EGA. Tra le esperienze – sono tantissime – sono da non perdere i cantieri Rodolico dove si costruiscono le barche trezzote (si potrà navigare lungo Aci Trezza o veleggiare guardando Ognina); il camminamento su porta Uzeda o il terrazzo del monastero di San Giuliano dove si arriverà per la prima volta fino alla “lanterna”.

Ragusa, Scicli e Noto si visiteranno con un unico coupon. RAGUSA si svelerà in dodici tappe-gioiello: si parte dal campanile di San Giovanni Battista per raggiungere il Museo delle Confraternite nella Chiesa dell’Annunziata; dopo aver ammirato il soffitto di Sant’agata ai Cappuccini, non si può perdere il retablo in pietra di San Giorgio. Novità di quest’anno sono il Cinabro carrettieri, la bottega degli artigiani Damiano Rotella e Biagio Castilletti, tanto amati da Dolce e Gabbana, e Steve McCurry; e il palazzo liberty degli Antoci, “rianimato” ai primi del Novecento dai migliori decoratori e arredatori dell’epoca. Saranno gli stessi discendenti a condurre le visite tra soffitti decorati, vetrate Tiffany, tendaggi di sartoria, stucchi delicati, lasciando esterrefatti dinanzi all’enorme lampadario appena restaurato. E non dimenticate, nei bassi di palazzo Arezzo di Trifiletti, quel piccolo segreto che è il teatro Donnafugata, divertissement all’italiana con un’acustica perfetta (nella foto). Per le passeggiate si aspetteranno i prossimi due weekend.

Dodici siti anche per Scicli dove apre per la prima volta il settecentesco Palazzo Beneventano e ancora le case scavate nella roccia di Chiafura, dove fino agli anni Sessanta si viveva veramente in povertà. Da non perdere l’antica farmacia Cartia, che sembra essere rimasta all’800 e il (rarissimo) portale gotico di Santa Maria della Consolazione.

Ultima, ma non per importanza, ecco Noto: la capitale del barocco ha preparato un’edizione gioiello di sette siti, due passeggiate d’autore e un percorso multimediale. Aprono le porte alcune delle chiese più belle della cittadina, ricostruite dopo il disastroso terremoto del 1693, che ospitano statue e reperti di Noto antica; sontuosi palazzi nobiliari dove l’atmosfera non è mutata da secoli; il neonato Parco dell’ Anima dove ci si muove tra opere d’arte en plein air. Una passeggiata interattiva in realtà aumentata tra i ruderi dell’antica Noto pre-terremoto, e due esperienze, una nell’ex convento di Santa Chiara oggi prestato all’arte (bella la collezione di tele di Guttuso), e una seconda nelle sale del Museo Civico, dove sono esposte le sculture contemporanee di Giuseppe Pirrone.

Infine, chi ha conservato i coupon di Sambuca e Naro, li può utilizzare per visitare i dieci siti di Sciacca. Si ritorna anche quest’anno nel giardino segreto di palazzo Lazzarini e si visita all’Archivio di Stato, una mostra documentaria che racconta ospedali, sanità e prevenzione sul territorio attraverso i secoli. Dalle “gelosie” si sbircia la chiesa del Collegio e a Sant’Onofrio si pregherà il santo degli “oggetti” smarriti. Al circolo Garibaldi vi mostreranno una firma autografa dell’”eroe dei due mondi”; e, accanto alla Galleria Fazello, l’appena riaperto Museo del Mare. Ma questa seconda edizione del festival a Sciacca è soprattutto dedicata ai laboratori dei ceramisti e dei mastri corallari.

www.leviedeitesori.com

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