sabato, 16 Gennaio 2021

Binari dimenticati volano per turismo green e mobilità

Sono 24 le linee siciliane inserite nel dossier redatto da Ferrovie dello Stato che include i 1500 km di ferrovie italiane dismesse e presentato a Rimini alla Fiera Ecomondo dall’ad di FS Renato Mazzoncini.

L’Isola conta 444 chilometri di binari dismessi: dai quasi 80 km della Dittaino-Caltagirone ai 400 m della Palermo Centrale-Porto. Tracciati disseminati di svariati tipi di costruzioni, dai caselli a stazioni e depositi e poi ponti, viadotti e gallerie. Solo sui 24,2 km della Terme Vigliatore-Messina Scalo sono presenti 20 case cantoniere 5 stazioni e via dicendo. Molte di queste linee non hanno neanche i binari ma posseggono tutte quella infrastrutture necessarie per essere trasformate in percorsi ciclabili o di trekking dove gli edifici presenti potrebbero ospitare varie attività legate al turismo.

Inoltre, alcune linee censite come la Magazzolo-Lercara Bassa, la Salaparuta-Castelvetrano, Carini-Punta Raisi, Palermo Centrale-Porto, Mazara del Vallo-Mazara del Vallo Porto ecc potrebbero essere trasformate  e inserite nei piani di mobilità delle cittadine siciliane interessate.

“Solo in quest’isola esiste un terzo del patrimonio italiano di linee dismesse – scrive l’ad Mazzoncini nell’introduzione dell’Atlante delle linee ferroviarie dismesse – immaginiamo cosa potrebbe essere il turismo se queste linee fossero trasformate in piste ciclabili, le vecchie stazioni in ostelli e ristoranti o centri di vendita di prodotti tipici. Arte, archeologia, artigianato e turismo sarebbero messi a sistema creando occupazione e facendo emergere le eccellenze della Sicilia”.
Intanto FS cerca acquirenti per i suoi binari dismessi, cedendoli a prezzi più accessibili a Comuni e Regioni che pagherebbero con fondi statali e europei. 

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