Il ragusano nuova destinazione del turismo religioso internazionale?
24 Agosto 2026, 11:11
La World Religious Tourism Network – Rete Mondiale del Turismo Religioso – accende i riflettori sul ragusano e ne intravede il potenziale per diventare una nuova destinazione del turismo spirituale internazionale, capace di coniugare spiritualità, cultura, sostenibilità, territorio e identità in una prospettiva di sempre maggiore apertura internazionale.
La visita a Modica di Biagio Maimone, coordinatore per l’Italia della World Religious Tourism Network, ospite del compositore modicano di fama internazionale Joseph Lu, noto come il “pianista dei sogni”, ha permesso di conoscere da vicino un territorio di straordinaria ricchezza religiosa, culturale e paesaggistica, nel quale storia, identità locale, patrimonio artistico e spiritualità convivono in un equilibrio di particolare valore.
Da Modica a Scicli, da Ragusa Ibla a Ispica, fino a Chiaramonte Gulfi, Comiso, Monterosso Almo e Vittoria, emerge un patrimonio fatto di chiese, santuari, confraternite, devozioni, pellegrinaggi e tradizioni ancora vive. “Il ragusano possiede qualcosa di raro: non soltanto un patrimonio straordinario di chiese e santuari, ma una spiritualità ancora viva, capace di parlare al mondo. La nostra volontà è favorire connessioni internazionali affinché questa ricchezza possa incontrare i flussi del turismo proveniente dall’estero e trasformarsi in una nuova opportunità per il territorio”, sottolinea Biagio Maimone.
La World Religious Tourism Network, presente in 18 Paesi e in continua espansione, sta costruendo anche in Italia una rete internazionale capace di creare connessioni tra territori e flussi turistici legati alla spiritualità. Tra le adesioni più recenti figura l’Area Sud della Basilicata.
In questa prospettiva, il ragusano potrebbe essere rilanciato oltre i confini regionali, costruendo connessioni con il turismo proveniente dall’estero e inserendo il territorio all’interno di circuiti internazionali dedicati al turismo religioso, con una visione capace di valorizzare non soltanto l’attrattività dei luoghi, ma anche la loro identità culturale e la necessità di uno sviluppo turistico sostenibile e rispettoso delle comunità. Non soltanto le grandi chiese barocche, dunque, ma anche santuari, devozioni mariane, confraternite, feste patronali e pellegrinaggi: un patrimonio vivo che può trasformare la visita in un’esperienza spirituale autentica, culturale e profondamente legata all’identità dei luoghi.