Galleria Accademia, Fiavet contro aumento ticket
16 Gennaio 2026, 10:02
“Ancora una volta il sistema del turismo organizzato si trova a fare i conti con decisioni unilaterali e improvvise. L’ultimo caso riguarda la Galleria dell’Accademia di Firenze, che introduce un aumento del prezzo del biglietto pari a circa il 20%, senza alcun preavviso strutturato e con un’entrata in vigore fissata a soli 15 giorni dall’annuncio. Una tempistica che ignora completamente le dinamiche dell’industria turistica internazionale, dove programmazione e contrattualizzazione dei pacchetti avvengono con mesi, in alcuni casi anni, di anticipo”. Così in una nota la Fiavet Toscana.
“Quando i cataloghi sono già chiusi, i prezzi concordati con i tour operator esteri e i viaggi venduti, chi assorbirà questo aumento? La risposta – si spiega – è purtroppo scontata: tour operator e agenzie di viaggio, anello finale ma essenziale della catena, chiamati ancora una volta a farsi carico di costi non previsti”.
Per Fiavet il problema “va ben oltre il singolo aumento tariffario. È l’ennesima dimostrazione di come uno dei principali attori del sistema agisca in modo autonomo ed estemporaneo, senza alcun coordinamento con il resto della filiera. Il turismo non è un insieme di compartimenti stagni. È una filiera complessa e interdipendente che comprende dalle strutture ricettive ai musei. A questi si affiancano le amministrazioni pubbliche, che dovrebbero svolgere un ruolo di coordinamento e indirizzo strategico. Eppure, soprattutto in una città come Firenze, assistiamo troppo spesso a decisioni frammentate, improvvisate e comunicate all’ultimo momento, accompagnate da regole, limiti e sanzioni che non tengono conto dei tempi e delle esigenze del turismo organizzato. Un approccio che rischia di trasformare la gestione del turismo in una sommatoria di atti isolati, anziché in una strategia condivisa. I cambiamenti, compresi gli adeguamenti tariffari, devono essere programmati, condivisi e comunicati per tempo, nel rispetto dei cicli decisionali dell’industria turistica internazionale. Non è più sostenibile muoversi da ‘battitori liberi'”.