domenica, 15 dicembre 2019

Prima conta dei danni a San Marco, colonne e mosaici compromessi

Per una conta definitiva dei danni causati dall’acqua alta alla basilica di San Marco bisognerà aspettare ancora, ma intanto ci sono i primi segni del disastro accaduto nella notte fra il 12 e 13 novembre quando la chiesa è stata invasa dall’acqua. Il pavimento si è già gonfiato in alcuni punti con il conseguente distacco delle tessere dei mosaici, in particolare quelli raffiguranti 2 pavoni e quelli di un tappeto fiorito. Danni anche alla base di alcune colonne, ammalorate talmente tanto che andranno sostituite. Senza contare che il sale è tornato ad intaccare le colonne della cripta che erano state appena desalinizzate.

“Quello che è accaduto a Venezia ci ha ricordato ancora una volta quanto siamo fragili di fronte ai disastri naturali e al cambiamento climatico. Questa tragedia può divenire un’opportunità per trovare soluzioni e prevenire altri danni: dobbiamo poter reagire prontamente, servono azioni internazionali, coordinate e guidate dall’Unesco”, ha detto Dario Franceschini, ministro per i beni e per le attività culturali e per il turismo, intervenuto al Forum dei ministri della cultura alla 40° sessione della Conferenza Generale Unesco a Parigi chiedendo di rafforzare i caschi blu della Cultura.

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