sabato, 5 Dicembre 2020

Venezia/2, tra le firme per il no alle grandi navi anche quella di Muccino

Anche Gabriele Muccino dice no alle grandi navi da crociera nella Laguna di Venezia su Change.org. Attualmente sono state raccolte 102 firme. Prima di Muccino si sono schierati Adriano Celentano, Cate Blanchett, Calvin Klein, il premio Nobel Vidia Naipaul.

Dall’altra parte della barricata le associazioni di categoria del commercio, della portualità e dello shipping, convinte che il porto di Venezia rappresenti una risorsa economica fondamentale per la città e per tutto il territorio.   

Il dibattito è nato a seguito del convegno ‘Venezia e crociere l’equilibrio possibile’,  svoltosi a Roma, dove Confcommercio, Federagenti e Assoporti hanno firmato un protocollo per conciliare l’interesse primario di tutelare Venezia, con il mantenimento in laguna di una base per il traffico crocieristico.     

“I presidenti di Assoporti, Confcommercio e Federagenti – si legge nel documento – sollecitano il Governo a individuare in tempi brevissimi una soluzione condivisa che, anche vietando in modo definitivo alle grandi navi da crociera il canale della Giudecca e quindi il transito davanti a San Marco, consenta di compenetrare le esigenze di tutela e di salvaguardia di Venezia, con quelle di sopravvivenza di un’attività economica e turistica in forte espansione”.

“La laguna di Venezia è sempre stata un porto e un centro commerciale e di transito e quindi chiuderla al traffico delle grandi navi vuol dire fare una mossa distruttiva. Noi vogliamo dire la nostra sulla necessità di mantenere il traffico in laguna pur comprendendo l’esigenza di evitare che le navi passino proprio davanti a San Marco. Chiediamo che la politica intervenga velocemente anche perché, se Venezia chiude, l’intero Adriatico rischia la desertificazione”, dice Michele Pappalardo, presidente di Federagenti.   

“Venezia – spiega Francesco Rivolta di Confcommercio – è il polo di attrazione e di riferimento per il traffico crocieristico dell’intera area mediterranea orientale. Salvare Venezia vuol dire mantenerla viva, vuol dire salvaguardare tutto il suo patrimonio, quello della sua cultura e della sua storia, ma non meno quello della sua economia che l’ha resa grande”.   

“Il tempo è scaduto – dice  Paolo Costa, presidente Autorità portuale Venezia – e ormai si è considerato e ponderato tutto ciò che si doveva. Se vogliamo mantenere l’industria crocieristica italiana e al contempo salvaguardare la città, senza fare interventi molto più onerosi, lunghi e profondi, la soluzione è una sola: il canale Contorta sant’Angelo. Ma la soluzione deve essere decisa e messa in opera velocemente altrimenti i grandi player abbandoneranno Venezia come hub e non sarà possibile tornare indietro”.

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