sabato, 4 Dicembre 2021

Albergatori Abano: dal sindacato sterile contraddittorio

Bregolin: senza nessun adeguamento difficoltà a mantenere posti lavoro

“A seguito della campagna di informazione effettuata dall’Associazione Albergatori, prendiamo atto che le organizzazioni sindacali continuano a non voler affrontare l’attuale contingenza sindacale tutelando i lavoratori, ma facendone solamente una questione di contraddittorio basata su aspetti inutili e fuorvianti”. Inizia così la lettera di Gianluca Bregolin, presiedente Associazione Albergatori Termali Abano Montegrotto.
“La realtà è che gli sforzi degli albergatori per continuare a mantenere aperte le aziende e a garantire il posto di lavoro ai propri collaboratori saranno inutili se non ci sarà un adeguamento della contrattazione territoriale con quella nazionale. In questi anni – ha spiegato – gli alberghi hanno elargito ai propri dipendenti compensi ben superiori alle proprie capacità e hanno devoluto tutte le risorse presenti nell’Ente Bilaterale a favore dei dipendenti credendo di ottenere riconoscimento della volontà di mantenere in piedi il meccanismo della sospensione che ad oggi viene a mancare a causa delle leggi vigenti e della mancanza di fondi pubblici. Siamo stanchi dello sterile contraddittorio effettuato dal sindacato e della sua mancanza di volontà di dare a questo territorio delle prospettive serie ed utili ad imprese e lavoratori. Per questo abbiamo intentato – ha aggiunto – la strada che stiamo intraprendendo, ovvero adattare i rapporti di lavoro alla natura delle aziende. La porteremo fino alla fine perché siamo convinti che ad oggi sia l’unica risposta attendibile ed utile per dipendenti ed aziende. Le dichiarazioni dei gruppi sindacali sono inconsistenti su più punti.
Prima di tutto in merito agli accordi con le banche stiamo lavorando concretamente per favorire l’elargizione di mutui ai lavoratori del Bacino Termale Euganeo. Secondo, a proposito della stagionalità, i dipendenti accederanno alla disoccupazione nei modi e nei tempi previsti dalle leggi vigenti. Non vediamo – ha concluso – perché, secondo i sindacati, i nostri lavoratori dovrebbero avere diritti differenti da tutti i dipendenti degli oltre 30 mila alberghi italiani”.

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