martedì, 18 febbraio 2020

Sinergia Giappone-Italia per termalismo sull’esempio degli Onsen

Lo sviluppo del turismo, la sostenibilità energetica e l’espansione dell’industria delle cure termali. Sono questi i temi affrontati durante il Summit internazionale dell’Onsen, svoltosi nella prefettura di Oita, nel sud ovest del Giappone. Il Paese del Sol Levante, con la sua intensa attività sismica e vulcanica, conta più di 3.000 sorgenti termali riscaldate geotermicamente, ricche di minerali, oltre a essere attrazioni turistiche molto frequentate da ogni fascia della popolazione.

Il vertice della durata di tre giorni nella città di Beppu, ha raccolto oltre mille partecipanti provenienti da 17 nazioni del mondo, inclusi diversi paesi asiatici, come la Cina, la Corea del Sud e il Vietnam. Per l’Italia era presente Massimo Sabbion, dell’Associazione alberghiera di Abano Montegrotto: 120 hotel dotati di centri termali e oltre 20mila posti letto, oltre a essere l’unica località con il fango brevettato a livello europeo.

“Mentre noi siamo stati per quasi un secolo leader europei per il termalismo terapeutico, quindi fanghi e bagni termali – spiega Sabbion – adesso è importante coniugare queste attività con il benessere e wellness, impegnando la clientela tutto il giorno, dalle attività del mattino, con il risveglio muscolare sui colli, all’offerta enogastronomica e la cura dell’alimentazione”.

Secondo il rappresentante veneto è fondamentale mantenere una stretta collaborazione tra il settore privato – che ha la facoltà di gestire le varie strutture alberghiere e i ryokan, come accade in Giappone, e il settore pubblico. Dal vertice nasce anche l’esigenza di una maggiore cooperazione tra i diversi paesi per la promozione del turismo internazionale. “L’Italia ha sicuramente molto da imparare dai giapponesi; la nostra è un’ospitalità molto più ossequiosa, qui invece è ben calcolata. L’albergante  giapponese si mette a totale disposizione in modo naturale, soprattutto con gli stranieri.

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