mercoledì, 18 Maggio 2022

‘Albergo Diffuso’ per dare nuova vita ai borghi

L’obiettivo del progetto di legge del consiglio regionale è valorizzare le aree dimenticate

Un progetto di legge per valorizzare borghi, frazioni e centri storici dell'Abruzzo, spesso dimenticati ed abbandonati. È quanto ha messo in campo il Consiglio regionale per la creazione di ‘alberghi diffusi’ volti alla promozione di un'offerta turistica che spinga la crescita economica e la riscoperta del patrimonio culturale del territorio prendendo a modello l'albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio. Il progetto di legge consentirà di riscoprire e valorizzare la storia, le tradizioni, la cultura e il patrimonio architettonico di aree spesso sconosciute. In questo modo si darà una risposta alla nuova domanda turistica. L'albergo diffuso più che un soggiorno rappresenta un vero e proprio stile di vita che coinvolge le comunità e le attività locali e che genera un significativo indotto economico.    
"La proposta – ha affermato Nazario Pagano, presidente Consiglio regionale – è concepita per offrire agli ospiti l'esperienza di vita di un centro storico, in luoghi esclusivamente storici, potendo contare su tutti i servizi alberghieri, quali accoglienza, assistenza, ristorazione, spazi e servizi comuni per gli ospiti, che alloggiano in case e camere a breve distanza tra loro. Una legge – ha aggiunto – finalizzata ad assicurare il recupero dell'edilizia, favorire la vivibilità attraverso nuove forme di ospitalità e generare occupazione. L'auspicio, ora, è che, grazie a questa legge, molti imprenditori possano ripetere il modello vincente ideato da Kihlgren”.   
"Quello che mancava – ha commentato Daniele Kihlgren, imprenditore – era proprio una legge che rendesse possibile un modello turistico che paga anche dal punto di vista economico e culturale. Quando, nel 1998, arrivai a Santo Stefano di Sessanio c'era una sola attività ricettiva, ora ce ne sono 25. C'era un solo negozio, ora ce ne sono una quindicina. Dopo 150 anni la gente ha ricominciato a tornare verso la montagna per trovare lavoro".

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