Baia di Ieranto, FAI offre sostegno per riaprire balneazione
07 Aprile 2026, 10:45
Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano si dichiara pronto a collaborare con il Comune di Massa Lubrense e con l’Agenzia del Demanio per consentire il ripristino della balneazione nella Baia di Ieranto, dopo il provvedimento che ha temporaneamente interdetto un tratto di mare a causa delle condizioni della piattaforma aggettante sull’acqua.
Il 26 marzo la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia ha infatti emanato un’ordinanza di polizia marittima che vieta navigazione e balneazione nell’area antistante la struttura, oggi di proprietà del Demanio Marittimo, a seguito del grave deterioramento della piattaforma un tempo parte del sito industriale ex Italsider.
Il FAI, che dal 1987 gestisce l’area in cui sorge il complesso di archeologia industriale recuperato e inserito in un paesaggio rurale storico, ha annunciato che per motivi di sicurezza chiuderà l’accesso alla piattaforma e alle discese a mare che ricadono nella propria proprietà. La fondazione sottolinea tuttavia che si tratta di misure temporanee e circoscritte.
La Baia di Ieranto resterà comunque visitabile: sarà possibile raggiungerla attraverso il sentiero comunale che parte dalla piazzetta di Nerano e continuare a fruire dei servizi di accoglienza, delle visite guidate e delle attività organizzate dal FAI. La balneazione sarà inoltre consentita dalla spiaggia situata al centro della baia.
Non essendo proprietario della piattaforma, il FAI non può intervenire direttamente sulla struttura, ma ha già segnalato la situazione alle autorità competenti e si rende disponibile a supportare gli enti coinvolti per arrivare rapidamente alla messa in sicurezza e al consolidamento dell’opera.
La Baia di Ieranto, Sito di Interesse Comunitario e area di straordinaria biodiversità, è gestita in collaborazione con l’Area Marina Protetta di Punta Campanella ed è stata recentemente indicata da un reportage della BBC tra le otto meraviglie marine del mondo da visitare nel 2026. Proprio per tutelare e valorizzare questo patrimonio naturale, il FAI auspica un intervento rapido che consenta di ripristinare pienamente l’accesso al mare e chiede al Comune di garantire un’adeguata comunicazione dell’ordinanza e una chiara segnalazione dell’area interdetta sia a terra sia in mare.