venerdì, 23 Ottobre 2020

Rimini, albergatore rivuole profughi ma per la Lega è un parassita

“Il mio hotel ora è semideserto, con i profughi arrivavo a incassare anche 45mila euro al mese. Gli ultimi 14 sono andati via il 2 giugno, ma da ottobre, se le autorità saranno d’accordo, il mio hotel tornerà a disposizione per accogliere i ragazzi africani. Rivoglio i miei profughi, altro che turisti”. È quanto afferma Giancarlo Pari, titolare dell’hotel Gelso, tre stelle in zona colonie a Igea Marina, in un’intervista al ‘Resto del Carlino’.

“È un parassita”, è la replica di Gianluca Pini, deputato leghista romagnolo, che bolla l’imprenditore senza mezzi termini: “È pazzesco – aggiunge Pini – questa zecca ha incassato, per sua stessa ammissione, 45mila euro al mese per far fare la bella vita a un gruppetto di clandestini, e ora si lamenta perché è vuoto. A parte che se un hotel nella nostra riviera romagnola è vuoto a fine luglio ci sarà qualche motivo, ricordo a questo parassita che i 45mila euro sono soldi dei contribuenti, non suoi. Comunque sia, dato che è vuoto può fare un bel gesto: ospitare gratis i cittadini spennati dalle tasse che non possono portare i figli in ferie”.    

L’albergatore spiega di aver lavorato con i profughi da inizio inverno, visto che l’hotel è annuale, fino a primavera inoltrata: “ospitando loro, e ne ho avuti fino a 42, incassavo più o meno 1.500 euro al giorno. Venivano da diverse nazioni africane. Con molti sono diventato amico. Mi aiutavano a fare lavoretti, e non chiedevano niente in cambio. Hanno restituito due cellulari trovati in spiaggia. Mi chiedo quanti di noi italiani avrebbero fatto altrettanto”. E aggiunge con quei 45mila euro al mese “ci si pagavano tutte le bollette di acqua, luce e gas, nonché fornitori e dipendenti. E avevo margini, inoltre svolgevo anche una sorta di servizio sociale”. 

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