Corinthia Rome svela le sue nuove signature suites
15 Luglio 2026, 09:15
Photo credit @ Jonathan Maloney - What The Fox Studio
A pochi mesi dall’apertura di marzo 2026, Corinthia Rome svela le sue Signature Suites, gli ambienti che completano il lavoro di restauro e reinterpretazione che ha trasformato l’ex sede della Banca d’Italia di Piazza del Parlamento in una nuova destinazione dell’ospitalità internazionale. Il debutto dell’hotel ha ridato vita ad un edificio rimasto per decenni sottratto allo sguardo pubblico e con l’apertura delle suite più importanti, il racconto si completa: spazi che restituiscono l’identità originaria del palazzo attraverso un linguaggio contemporaneo misurato, costruito sulla materia, sulla luce e su un’idea di comfort che non interferisce mai con la forza storica degli ambienti.
Costruito tra il 1913 e il 1921 su progetto di Pio Piacentini e Marcello Piacentini, il palazzo nacque come nuova sede romana della Banca d’Italia, voluto dal Ministero dei Lavori Pubblici come edificio di rappresentanza in prossimità del centro politico del Regno. La costruzione fu rallentata dalla Prima guerra mondiale, che impose una revisione del progetto iniziale. Ne risultò una facciata neoclassica severa, definita da una monumentalità composta e da un equilibrio rigoroso di proporzioni. Acquisito da Reuben Brothers nel 2019, il palazzo è stato sottoposto a un lungo recupero, guidato da G.A. Design. Cornici in gesso, pavimenti musivi, soffitti decorati e rivestimenti marmorei sono stati recuperati o ricreati con tecniche tradizionali. Una grande varietà di marmi italiani attraversa gli spazi pubblici; stucchi lucidati e pavimenti in legno alleggeriscono la monumentalità istituzionale dell’edificio mentre I bassorilievi floreali e geometrici, disegnati su misura, stabiliscono una continuità visiva discreta tra gli ambienti.
Le Signature Suites di Corinthia Rome sviluppano ciascuna un’identità distinta: Le Campo Marzio Suites sono concepite come vere townhouse su due livelli. La zona giorno è attraversata dalla luce filtrata da vetrate colorate che incorniciano scorci sul Parlamento, sulle strade del centro o sul garden lounge interno. Una scala scultorea conduce al piano superiore, dove la camera da letto si accompagna a due bagni in marmo e a una cabina armadio. Il risultato è un equilibrio preciso tra verticalità scenografica e intimità residenziale.
La Chigi Suite, al quinto piano, è costruita intorno al rapporto tra interno ed esterno. Dal patio privato una scala a chiocciola conduce a una terrazza panoramica di 90 metri quadrati, arredata con area dining e zone lounge. Lo sguardo corre sui tetti romani fino al Parlamento; la suite enfatizza questa apertura continua verso la città, offrendo una sensazione rara di sospensione.
L’Arte Suite, al sesto piano, ha la misura raccolta di una casa di collezionista. Il soggiorno luminoso dialoga con una dining room per quattro persone; la camera affaccia sul giardino interno. Una scala sale verso una terrazza privata di 70 metri quadrati, progettata per il tramonto. Il guardaroba walk-in, il bagno padronale in marmo e il secondo bagno ospiti completano un impianto che privilegia continuità e fluidità.
L’Aurea Penthouse, che richiama nel nome la Domus Aurea, occupa una posizione dominante. Due camere da letto, entrambe con bagno en suite in marmo e cabina armadio, si distribuiscono attorno a una grande zona living e dining che si apre su terrazze multiple. La suite dispone di un ulteriore bagno ospiti e di spazi outdoor attrezzati con sedute e lettini. La palette è costruita sulle tonalità dell’oro e del rosa, con riferimenti sottili all’immaginario neroniano.
L’ambiente più straordinario dell’hotel è senza dubbio la Theodoli Heritage Suite, ricavata dall’antica Sala del Consiglio, affacciata direttamente su Montecitorio, della Banca d’Italia. Qui, un rigoroso restauro ha recuperato integralmente uno dei cicli decorativi più significativi del primo Novecento romano. Le pareti conservano gli affreschi di Giulio Bargellini, una narrazione continua che, ispirandosi al Rinascimento italiano e ad Andrea Mantegna, dispiega con rigore teatrale figure allegoriche, processioni civiche e rappresentazioni della ricchezza nazionale.
Tutte le 60 camere e suite del Corinthia Rome rispettano la scala originaria dell’edificio: volumi generosi, grandi aperture, soffitti importanti e una distribuzione che conserva il respiro delle stanze di rappresentanza.
Al Corinthia Rome, il dialogo con la storia prosegue nelle opere d’arte, grazie a una collezione costruita appositamente per il palazzo in collaborazione con Visto, società di art advisory e curatela. Il progetto, che ha richiesto una lunga fase di studio, ha voluto evitare un approccio nostalgico, mirando invece a stabilire una tensione fertile tra la memoria storica dell’edificio e la contemporaneità.
Questa visione recupera la tradizione romana del mecenatismo: sono state commissionate oltre venticinque opere, di cui molte site-specific, a artisti contemporanei, spesso astratti, capaci di dialogare con l’eredità visiva romana attraverso l’evocazione e la materia. Tra gli interventi principali figurano l’opera tessile monumentale di Elisa Grezzani nella lobby, il dipinto di David King sopra la reception che richiama la stratificazione urbana di Roma e la composizione sull’oro di Francesca Longhini all’Ocra Bar. Le suite ospitano lavori di artisti come Helen Ballardie e Elena Ceretti, concentrati sull’idea di Roma come paesaggio mentale.



