giovedì, 24 Settembre 2020

Ai Fori Traiano visite con realtà aumentata con gli occhiali di nuova generazione

Costantino, Traiano, Marte, Venere si raccontano in prima persona e i marmi prendono improvvisamente vita portando il visitatore in una nuova dimensione. È ciò che si può vivere al Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano, a Roma, grazie al progetto sperimentale ‘Museo Glass Beacon: il museo del futuro’: non più le audioguide da attivare davanti all’opera, ma occhiali di ultima generazione che localizzano il visitatore all’interno del museo e, in base alla sua posizione, gli forniscono automaticamente un volume di informazioni che vanno ben oltre la descrizione di ciò che sta ammirando.    

I beacon, ripetitori di segnale bluetooth a bassa frequenza, consentono di localizzare il visitatore e i visori di realtà aumentata posti sugli occhiali integrano i componenti di un computer o di uno smartphone per visualizzare immagini, video e animazioni in 3D che riguardano il patrimonio museale in esposizione.

Un’esperienza che si può provare per 2 mesi e che è stata resa possibile grazie al bando ‘Cultura Futura’  della Regione Lazio.

Il percorso virtuale di realtà aumentata si articola in 14 punti di interesse collocati tra il primo e il secondo piano e due punti esterni, uno sulla prima terrazza e l’altro su Via della Torre.  
“Non c’è tutela se non si ha la capacità di coinvolgere diversi tipi di pubblico nel conoscere il patrimonio del nostro sistema museale”, ha detto Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai Beni Culturali.

Oggi stiamo parlando di futuro – ha aggiunto Giovanna Marinelli, assessore capitolino alla Cultura – perché utilizziamo le tecnologie per ampliare la fruizione, per valorizzare e per creare continuità nelle nuove generazioni. Quest’anno abbiamo contato 89 mila visite al Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano a fronte di 78 mila in tutto il 2014 e questo è un esempio alto, come lo sarà la coloritura dell’Ara Pacis nei prossimi mesi, in cui il fondamento scientifico si sposa con la capacità della tecnologia per migliorare e rendere più semplice la fruizione di luoghi complessi quali sono quelli archeologici”.

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