Colosseo, Confapi Turismo: fare luce su indisponibilità ticket
24 Febbraio 2026, 10:45
Confapi Turismo chiede in una lettera inviata alla Direzione del Parco Archeologico del Colosseo “chiarimenti circa le ripetute anomalie ed alcuni malfunzionamenti della piattaforma di vendita dei biglietti sul canale B2C (vendita ai consumatori ndr) del Parco Archeologico del Colosseo”.
“L’ultimo malfunzionamento della piattaforma è stato segnalato nella notte di venerdì 20 febbraio, ma abbiamo apprezzato il fatto che il gestore sia intervenuto per porre un parziale rimedio creando una waiting room, o ‘sala d’attesa virtuale’. Riteniamo in ogni caso che questa funzionalità software penalizzi, alla lunga, la stessa facilità di accesso all’acquisto della piattaforma e che sia una risorsa limitata; sarebbe più sicuro ed equo invece aumentare la quantità di biglietti tracciabili, assegnata dal Parco archeologico direttamente ai tour operators autorizzati sul canale B2B (vendita alle aziende ndr) – afferma il presidente della territoriale laziale pontina di Confapi Turismo, Francesco Cecilia – Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni dai nostri associati, soprattutto guide turistiche, circa la prolungata indisponibilità di biglietti di febbraio, già dai primi giorni del mese precedente. Il fatto è insolito, soprattutto considerando che siamo in bassissima stagione. Abbiamo chiesto pertanto alla Direzione del Parco un incontro a breve per far luce sull’accaduto e capire come si può intervenire al riguardo”.
Il sospetto, spiega il presidente della territoriale laziale pontina di Confapi Turismo, “è che la piattaforma dedicata al pubblico possa essere stata oggetto di attacchi informatici da parte di operatori esterni non autorizzati, che avrebbero utilizzato bot software per bloccare i biglietti in carrello e spingere gli utenti ad acquistare su piattaforme sponsorizzate a prezzi più alti”.
L’azione di acquisto multipla e contemporanea da parte di più soggetti non autorizzati manderebbe in crash la piattaforma digitale, causando l’interruzione improvvisa del funzionamento e rendendola inaccessibile o non reattiva per gli utenti.
“Per scoraggiare ulteriormente l’uso dei bot software, che consentirebbero di eludere anche il divieto di modifica del nominativo sul biglietto, la nuova direzione del Pac dovrebbe consentire la modificabilità del nome riportato sul biglietto fino alle 24 ore prima dell’orario di visita, anziché una settimana, a tutto vantaggio del consumatore e della massima fruizione del sito archeologico” sostiene Cecilia.