giovedì, 26 Novembre 2020

Fori Imperiali, il 3 agosto la pedonalizzazione

Tra le priorità dare dignità al percorso e non lasciare spazio ad abusivi

"Ora bisogna dare dignità al percorso archeologico e non farlo invadere da attività squalificanti”. È quanto afferma Adriano La Regina, soprintendente per i Beni archeologici di Roma, in vista della pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali, che prenderà il via il 3 agosto. 
"Di idee e progetti per l'area dei Fori Imperiali ce ne sono state molte – afferma – La pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali è il primo passo per una nuova valorizzazione dei beni archeologici romani. Per il momento l'importante è il controllo, mantenere pulita l'area, ridare dignità al percorso archeologico".
Per farlo si potrebbe pensare al progetto di Massimiliano Fuksas che prevedeva un ponte che attraversava i Fori dando l'opportunità ai turisti di 'camminare' sugli scavi fino ad arrivare a piazza Venezia. "Il progetto – ammette La Regina – è ancora fattibile. Si trattava di un'opera non invasiva, una struttura esile che avrebbe permesso ai turisti di godere di uno spettacolo unico al mondo”. 
“Ora non bisogna perdere tempo, si deve riprendere in mano una progettazione già fatta tra Stato e Comune per la riqualificazione dell'area dei Fori Imperiali. Ci si potrebbe ispirare ad Atene, dove c'è una passeggiata archeologica bellissima, con un trenino elettrico a disposizione dei turisti". È quanto aggiunge Rossella Rea, direttore del Colosseo. 
"Questo – ha detto Ignazio Marino, sindaco di Roma – è solo il primo passo. In vista della completa pedonalizzazione bisogna pensare anche alla riqualificazione dell'area. Con lo stop al traffico si rischia anche un aumento dell'abusivismo che potrebbe occupare gli spazi lasciati liberi dalle auto. Servirà maggior controllo".
Secondo la Rea, bisognerà pensare ai turisti "con servizi degni di una capitale europea come Roma. Dopo la pedonalizzazione bisogna pensare a ridare un nuovo look a tutta l'area, riprendendo in mano le linee guida stilate da un gruppo misto composto da sovrintendenza statale e comunale. Esiste anche un programma di progetti, da varare anche a livello europeo, per la sistemazione dell'area archeologica centrale. Sul problema del decoro – aggiunge Rea – è chiaro che c'è il timore che una pedonalizzazione possa portare ad un incremento del degrado è per questo che bisognerà agire con lo stesso coraggio con cui si è agito per chiudere al transito privato la piazza del Colosseo". 

 

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