Roma, riapre lo storico bunker dei Savoia a Villa Ada
03 Marzo 2026, 11:15
Riapertura del bunker di Villa Ada Aavoia, il rifugio antiaereo realizzato per la famiglia reale all’interno di Villa Ada, Roma 27 febbraio 2026. ANSA/FABIO FRUSTACI
Riaprono al pubblico, nel cuore di Villa Ada a Roma, le porte del bunker della famiglia reale dei Savoia. Il rifugio antiaereo fu realizzato fra il novembre 1942 e il giugno 1943, quando il timore di incursioni aeree degli Alleati sulla Capitale iniziò a farsi più concreto e spinse anche Benito Mussolini a far edificare un bunker, peraltro mai completato, a Villa Torlonia.
Il luogo dove edificarlo fu individuato a nord rispetto alla Palazzina Reale così da permettere ai progettisti di sfruttare il cambio di quota del colle delle Cavalle Madri. Il bunker fu scavato all’interno della collina, forse sfruttando in parte ambienti di cava già esistenti. Ciò permise di creare un accesso che poteva essere sfruttato anche dalle auto; un dettaglio non secondario dal momento che la sua distanza dalla residenza dei Savoia rendeva impossibile raggiungerlo a piedi, soprattutto durante un allarme aereo.
La struttura, che si sviluppa totalmente in sotterraneo per più di 200 mq, ha una forma più o meno circolare. L’accesso al rifugio avveniva immettendosi in una corta galleria a doppia curva: ci si trovava quindi di fronte ad un massiccio portone a due battenti, l’ingresso carrabile al rifugio. Le due ante, ancora al loro posto, pesano circa 1.200 kg l’una e furono realizzate colando del cemento all’interno della porta in ferro, spessa 20 centimetri.
Sulla sinistra una porta blindata dava accesso ad una prima stanza e poi, attraverso una porta antigas, ad una seconda, il vero cuore del bunker: si tratta di una camera ad alta pressione, dotata di un efficace sistema di filtri per la depurazione e il ricambio dell’aria e di un sistema autonomo che permetteva, anche in assenza di energia elettrica o di malfunzionamento dei motori, di poter garantire il funzionamento dell’ impianto di aerazione e filtraggio. Completano il rifugio 2 bagni, un’anticamera e 2 ambienti di servizio.
Il bunker era dotato anche di una via di fuga secondaria: sono 40 i gradini in travertino che si devono salire per raggiungere un piccolo manufatto cilindrico in mattoni con copertura a forma di fungo, posizionato nella parte alta della collina.
Il bunker, che già era stato aperto il 26 marzo 2016, riapre quasi dieci anni dopo alla cittadinanza, grazie alla sinergia tra l’amministrazione di Roma Capitale e le associazioni Roma Sotterranea e Asd Giochi di Strada. “Invito tutti i cittadini a visitarlo, è perfettamente conservato e richiama a una pagina tragica della nostra storia”, ha commentato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.